progettare l'e-governmentSvoltosi mercoledì 13 ottobre nella sala del Consiglio provinciale, l’incontro ha permesso di tracciare un bilancio sullo stato dell’innovazione digitale nelle P.A. del territorio ed evidenziare il ruolo, le attività e i progetti del Centro Regionale di Competenza. Molti i partecipanti accorsi ad un evento contraddistintosi ancora una volta per l’elevata qualità degli interventi e delle relazioni tenuti
Nuova tappa per il tour regionale di presentazione del lavoro e delle attività del Centro Regionale di Competenza per l’e-government dell’Emilia-Romagna, ma stessi ottimi risultati in termini di presenze e qualità delle relazioni. Anche l’incontro di Reggio Emilia, svoltosi nella mattinata del 13 ottobre, ha permesso infatti di tracciare un interessante bilancio sullo stato dell’arte dell’innovazione digitale nel territorio reggiano, ed è stato ricco di spunti, segnalazioni e indicazioni per promuovere nuovi progetti e iniziative, facendo perno sui capisaldi della cooperazione e della messa a sistema di saperi e competenze.
Ospitati presso la Sala del Consiglio provinciale, i lavori sono stati aperti dai saluti istituzionali di Pierluigi Saccardi, Assessore provinciale all’Innovazione Tecnologica e della P.A. e Annarita Salsi, Assessore al Patrimonio, Personale, Affari Generali, Innovazione Tecnologica e Sicurezza Urbana del Comune di Reggio Emilia. Portando i saluti della Presidente Sonia Masini, il primo ha sottolineato l’importanza della cooperazione e dell’integrazione degli sforzi tra gli enti del territorio, per la diffusione di una nuova cultura dell’amministrare, improntata al servizio dei cittadini e supportata dalle nuove tecnologie. Concetti ribaditi dalla Salsi, che a tale proposito ha citato l’Osservatorio regionale sui progetti di e-government e di formazione legati alla tematica, realizzato grazie alla collaborazione tra il CRC e gli enti locali. Uno strumento di fondamentale importanza, a detta dell’Assessore, risorsa preziosa da cui attingere per promuovere nuove occasioni di innovazione e, nel farlo, imparare a collaborare con gli altri enti e le istituzioni del territorio.
Quindi, come di consueto, Sandra Lotti e Agostina Betta, rispettivamente Coordinatrice e Responsabile Formazione del CRC Emilia-Romagna, hanno illustrato la mission e le linee di attività della struttura, e la natura, i punti di forza e alcune criticità legate all’attività di Osservatorio sui progetti di e-government e le attività di formazione relative a questa tematica, promossi dagli enti del territorio regionale.
La parola è quindi passata ai due referenti dell’Osservatorio per il Comune e la Provincia di Reggioo, Fabrizio Benati e Silvia Mordonini. Entrambi ne hanno sottolineato l’importanza, lodando la sua capacità di tracciare lo stato dell’arte, attività di per sé onerosa e difficile da portare avanti, e a partire da ciò di permettere la pianificazione del futuro. Grazie all’Osservatorio è possibile tenere una sorta di filo della memoria, ha spiegato Benati, rendicontando in seguito sul numero di progetti rilevati nel territorio reggiano e successivamente inseriti nel database. 130 i primi, ma solo 28 i secondi, proprio a causa delle enormi difficoltà riscontrate nel reperire informazioni e dati dettagliati sulle iniziative in atto. Quindi, concludendo il suo intervento, Benati ha tracciato una breve cronistoria sull’innovazione digitale nel Comune di Reggio, partendo da periodo 96/2001, quello dell’infrastrutturazione interna. Fase a cui è seguita quella di espansione e consolidamento, nel triennio 2001/2004, con la creazione di oltre 20 siti istituzionali, la definizione del piano telematico provinciale e l’implementazione di una rete metropolitana delle scuole (78 gli istituti collegati in adsl). Una serie di risultati di indubbio valore, da confermare e rafforzare nel futuro prossimo con l’avvio di una terza fase, quella tesa alla ricerca di nuove strade e soluzioni, tra cui già in fase di progettazione e sviluppo un sistema informativo cittadino capace di adattarsi alle esigenze dei cittadini (Laica), un progetto europeo per la promozione dell’apprendimento collaborativo (E-cube) e un sistema per il teleconsulto psicologico a distanza (Psicocyber).
A Silvia Mordonini, successivamente, il compito di descrivere nel dettaglio lo stato dell’arte in materia di innovazione digitale nelle P.A. del territorio reggiano. Anche questi dati sono ricavati dal database Osservatorio, e descrivono una situazione generale soddisfacente, ma ancora passibile di significativi sviluppi, come dimostra ad esempio la quota di investimento medio in ICT nei Comuni del reggiano, pari a poco più dell’1,5% del budget totale, e quindi sicuramente ritoccabile verso l’alto. Per quanto riguarda i progetti, invece, risultano molti i Comuni ad averne sviluppati pochi, a parte quello capoluogo. 75 sono comunque quelli rilevati, ed altri sono in corso di pubblicazione, per un totale di 17 milioni di euro e mezzo di investimenti, la maggioranza dei quali dedicati alla creazione di infrastrutture e all’implementazione di nuove attività, procedure e flussi di lavoro interni assistiti dalle nuove tecnologie. 15, infine, le attività di formazione promosse dai Comuni e dalla Provincia del territorio reggiano, e pubblicate nella banca dati dell’Osservatorio, con particolare attenzione all’erogazione di moduli e lezioni sui temi dell’informatica della telematica e della comunicazione.
Terminati gli interventi dei referenti si è passati al futuro del Piano Telematico Provinciale, tema affrontato negli interventi di Riccardo Valeriani, della Provincia di Reggio Emilia, e Marco Calzolari, intervenuto in rappresentanza della Regione Emilia-Romagna. Valeriani ha elencato le principali caratteristiche del Piano, articolato in 6 progetti e sviluppato secondo un positivo di modello di concertazione che ha coinvolto tutti gli enti del territorio reggiano. Sistema bibliotecario provinciale on line, Cartografia in rete, Scuola in rete, Circolarità anagrafica, Pagamenti on line, e Progetto@re, i sei ambiti di articolazione del Piano, per un totale di investimenti pari a circa 2 milioni e mezzo di euro. Progetti in avanzata fase di attuazione e quasi sempre vicino al completamento, ha spiegato Valeriani, descrivendoli nel dettaglio e sottolineandone la natura modulare, elemento che permetterà ulteriori sviluppi futuri per ognuno dei sei ambiti di intervento.
Tutto incentrato su Lepida, la “Via Emilia digitale”, l’intervento di Marco Calzolari. Dalle sue parole è emersa l´enorme importanza di una infrastruttura telematica che si configura come vera e propria autostrada per i servizi pubblici delle P.A. emiliano-romagnole, un’autostrada ancora in costruzione che, grazie all’amplissima portata di banda (gran parte della rete, di proprietà della Regione e degli enti locali, è in fibra ottica), permetterà l’implementazione di attività e prestazioni ad alto valore aggiunto, da quelli di e-government indirizzati ai cittadini e alle imprese, a nuove e rivoluzionarie applicazioni nei settori della ricerca, dell’e-learning, della sanità e dei sistemi integrati multimediali. Infine un ultimo passaggio per accennare a R3, la nuova rete radiomobile regionale multiservizi, che sarà integrata con Lepida e sostituirà l’attuale sistema di comunicazione della Protezione Civile, per gestire non solo le emergenze e gli eventi catastrofici, compito che comunque resta primario, ma anche il lavoro e le attività quotidiane dell’ente.
Quindi, prima della chiusura, è stata la volta delle best practices locali, quattro casi di diffusione e applicazione dell’e-government che hanno confermato la vitalità del territorio emiliano-romagnolo e l’appartenenza del reggiano a questo tessuto di eccellenza. La prima a parlare è stata Federica Casini, della Provincia di Reggio Emilia, la cui relazione è stata dedicata all’applicazione del progetto Doc Area, secondo classificato assoluto nella selezione del primo Avviso nazionale di e-government, finalizzato alla gestione dei documenti informatici e dei flussi documentali nelle pubbliche amministrazioni. Coordinato dalla Provincia di Bologna, il progetto coinvolge 15 province e 230 Comuni, tra cui tutti quelli appartenenti al territorio reggiano, dove gli enti, supportati dalla Provincia, stanno dando un ottimo esempio di coordinamento e messa a sistema dei saperi e delle competenze per la sua implementazione.
Successivamente Andrea Bertani ha relazionato sull’esperienza del Centro Servizi Informativi dell’Associazione Reggio Nord, che annovera 6 Comuni di piccole e medie dimensioni per un totale di 48.000 cittadini serviti. Comuni per i quali l’Associazione fornisce prestazioni di assistenza, consulenza e progettazione di nuovi servizi, mettendo a disposizione di tutti un patrimonio di esperienze e competenze, che cresce e si autoalimenta grazie all’interazione quotidiana, ed ha ricadute particolarmente positive soprattutto per le realtà di minori dimensioni.
È stata quindi la volta di Franco Correggi, portatore dell’esperienza dell’Unione dei Comuni dell’Alto Appennino Reggiano. 4, in questo caso, i Comuni consorziati, con particolari esigenze e difficoltà dettate dalla loro ubicazione geografica, che li vede ancora ai margini dalle grandi reti di comunicazione informatica. Da ciò l’idea di dar vita all’Unione, chiamata a migliorare la qualità complessiva dei servizi pubblici erogati e impegnatasi inizialmente per la definizione una struttura informatica comune, che funga da presupposto tecnico e organizzativo di partenza per altre forme di collaborazione e condivisione.
Infine Eros Guareschi, rappresentante di Agactel – azienda di servizi pubblici che fornisce la connettività a larga banda agli enti e alle imprese del reggiano – ha relazionato sulla mission della società cominciando proprio con una risposta ad una significativa domanda di Franco Correggi. Come fare in modo che la larga banda non arrivi solo ai Comuni dell’Appennino reggiano, ma anche ai cittadini e alle imprese, altrimenti tagliati fuori da alcune opportunità di crescita e sviluppo? Realizzando, è stata la risposta di Guareschi, una infrastruttura che non diventi solo patrimonio degli enti pubblici, come accadrà per i 44 Comuni connessi a banda larga o con altre tecnologie (11 questi ultimi) entro novembre 2005 all’articolazione provinciale di Lepida. I 267 kilometri di fibra stesi da Agactel saranno infatti forniti anche alle imprese che ne faranno richiesta, affinché la rete provinciale possa essere adattata ai sistemi e ai circuiti di successo preesistenti in un’ottica di sviluppo razionale e lungimirante, che parte dalle esperienze di successo del territorio e cerca di potenziarle, per creare nuove opportunità di crescita. La rete, quindi, ed è stata questa l’ultima interessante suggestione emersa da questa giornata ricca di spunti, per rendere più competitivo il territorio a partire dai punti di forza preesistenti, e non da soluzioni improbabili e improvvisate ad hoc.
Un concetto ripreso dall’Assessore provinciale Saccardi in chiusura, con un riferimento alla tradizionale solidarietà del territorio reggiano come modello da adottare, in primis da parte della Provincia, per favorire lo sviluppo e l’accoglienza nella rete delle realtà più piccole e meno dotate di risorse. Auspicio cui sono seguiti i ringraziamenti ai molti ed estremamente attenti partecipanti ai lavori, e l’augurio che una simile iniziativa sia ripetuta, magari coinvolgendo direttamente i Sindaci e gli Assessori locali, per sottolineare con ancor più forza l’importanza dell’innovazione digitale come fattore di sviluppo e crescita economica, sociale e culturale del territorio.