progettare l'e-governmentDavvero pochi i posti vacanti nella Sala del Consiglio Provinciale di Bologna, giovedì 30 settembre, in occasione del convegno “Un’opportunità per la provincia di Bologna: il Centro Regionale di Competenza per l’e-government e la Società dell’Informazione dell’Emili-Romagna”, quinto appuntamento di un ciclo programmato in tutti i capoluoghi della Provincia dal CRC regionale
Un’attenta platea di amministratori appartenenti ad enti locali del territorio bolognese ha assistito ai lavori, finalizzati a presentare le politiche di innovazione digitale avviate nel territorio e illustrare funzioni, scopi e progetti attuati o in via di programmazione dal Centro Regionale di Competenza.
Svoltosi nella mattinata, l’incontro è stato aperto dalla Presidente provinciale Beatrice Draghetti, che ha sottolineato nel suo intervento l’importanza dell’e-government come fattore fondamentale per il cambiamento amministrativo, e ha chiamato in causa gli enti locali come responsabili primari nell’erogazione dei servizi digitali. Un compito di assoluto rilievo, ha proseguito, perché richiede forti capacità di coordinamento e integrazione degli sforzi, volte ad evitare frammentazioni, disomogeneità e sovrapposizioni di strutture e compiti. Da ciò l’accento sull’importanza di fare sistema, elemento necessario per favorire la moltiplicazione dei servizi sul territorio e di conseguenza la sua competitività. Presupposti e finalità che sono in cima alle priorità politiche della Provincia – ha proseguito la Draghetti – impegnata nello sviluppo di un territorio forte, coeso e compatto, che tragga particolare giovamento dal rilancio della città metropolitana. Quindi, in chiusura, non sono mancati elogi al lavoro fin qui svolto dal CRC regionale, definito dalla Presidente un “supporto prezioso” per la programmazione futura degli interventi.
Terminato il saluto istituzionale, l’incontro è entrato nel vivo con gli interventi dei Dirigenti dei Sistemi Informativi della Regione Emilia-Romagna, della Provincia di Bologna e del Comune capoluogo. A loro il compito di riflettere sul modello emiliano-romagnolo di promozione di un e-government, che, come recitava il titolo di questa sessione di interventi, sia allo stesso tempo utile e usato. A prendere per primo la parola è stato Gaudenzio Garavini, Direttore Generale Organizzazione, Sistemi Informativi e Telematica della Regione, che ha tracciato un bilancio complessivo sulle politiche fin qui avviate, a partire dal quadro di riferimento del Piano regionale telematico2002/2005. Piano che ha già portato alla creazione di una infrastruttura di rete a banda larga, Lepida, coinvolgendo finora 341 enti locali. Quindi l’attenzione si è spostata sull’ottimo risultato conseguito dall’intero territorio regionale nella presentazione dei progetti di e-government in risposta al Primo Avviso Nazionale. Siamo la Regione con il maggior numero di progetti approvati in relazione a quelli presentati, ha spiegato Garavini, che ha lodato l’alta capacità di fare sistema mostrata da Regione, Province e Comuni capoluogo, riunitisi per l’occasione in un tavolo tecnico. “Segno che la vera rete costruita è quella organizzativa tra le amministrazioni del territorio”, ha proseguito il Direttore, che ha anche ricordato come l’Emilia-Romagna sia al momento l’unica Regione italiana, in compagnia del Piemonte, ad avere definito una legge organica sulla società dell’informazione. Quindi, terminata la ricognizione sul passato prossimo, l’enunciazione degli obiettivi futuri, a partire appunto dalla necessità di promuovere un e-government utile e usato, ossia largamente diffuso sul territorio, con il coinvolgimento della totalità delle realtà locali per la diffusione di servizi sia infrastrutturali (Lepida su tutti) che orientati ai cittadini e alle imprese. Impossibile dunque pensare di riposare sugli allori, perché è giunto il momento di arrivare agli utenti finali, promuovendo l’uso dei servizi pubblici digitali, e arrivando così all’importante traguardo del riequilibrio tra costi e benefici. Una serie di obiettivi da realizzare, ha concluso Garavini, facendo leva sulla comunicazione, fondamentale ora più che mai per spiegare ai cittadini le caratteristiche e i vantaggi della rivoluzione digitale.
A seguire è intervenuta Rossella Bonora, Dirigente del Servizio Informatica e dei Sistemi Informativi dell’amministrazione provinciale. Nella sua relazione è stata ribadita l’assoluta importanza di fare rete, obiettivo che la Provincia di Bologna perseguirà muovendosi in particolare su tre fronti: la promozione di un modello di front office digitale integrato e omogeneo per gli utenti finali; la necessaria creazione a monte di un back office interistituzionale che permetta il conseguimento del primo obiettivo; e infine la realizzazione di alcuni servizi infrastrutturali. Tracciando poi un rapido bilancio su quanto promosso finora, la Bonora ha ricordato il coordinamento provinciale dei progetti DocArea (uniformazione dei documenti digitali), Sigma Ter (Sistemi Informativi Territoriali) e People (Comune virtuale per l’accesso multicanale ai servizi), ammessi ai finanziamenti del primo Avviso, e l’apertura di un tavolo permanente sull’e-government, a sua volta articolato in quattro tavoli tematici.
Fabrizio Boccola, Dirigente del Settore Sistemi Informativi e Telematici del Comune di Bologna, ha quindi concluso la sessione elencando i principali risultati fin qui conseguiti nel Comune capoluogo. Tra questi la piena messa in regime di alcuni servizi on line, che dopo aver superato la fase sperimentale si presentano già oggi con numeri di assoluta rilevanza. Basti pensare ad esempio che il 9% delle domande per l’iscrizione alle scuole dell’infanzia è stato inoltrato via Internet, o ancor di più agli oltre due milioni di mappe dinamiche generate on line grazie al Sistema Cartografico digitale. Quindi una veloce ricognizione su progetti in corso o in partenza che vedono collaborare il Comune di Bologna con altre realtà del territorio, tra cui i già citati anche Sigma Ter, DocArea e People, oltre a E-Vai, finalizzato alla gestione informatica di servizi legati al traffico e alla mobilità, a numerosi progetti europei e a due iniziative relative alla sperimentazione del digitale terrestre.
Successivamente è toccato a Sandra Lotti, Coordinatrice del CRC Emilia-Romagna, e Agostina Betta, Responsabile Formazione della stesso organismo, spiegare compiti, funzioni e finalità di quello che è un progetto, più che una struttura, come spiegato dalla Lotti in apertura. Un progetto finalizzato alla creazione di un vero e proprio braccio operativo regionale, chiamato a coordinare Regione, Province Comuni e le loro associazioni di rappresentanza sui temi dell’e-government e della società dell’informazione. Assistenza, coordinamento e sensibilizzazione, quindi, le sue parole chiave, per supportare gli enti locali nella definizione di politiche di innovazione, favorire la comunicazione e la collaborazione tra gli enti del territorio e tra questi ed il Ministero, in un’ottica di sviluppo federale, e aumentare l’attenzione dei decisori politici rispetto all’importanza dell’e-government. Spiegati gli obiettivi generali, la Lotti si è soffermata sull’operato del CRC regionale, sottolineando l’esperienza, unica in Italia, della creazione del tavolo tecnico con gli enti locali, e indicando a grandi linee le principali linee di azione, articolate nelle attività di osservatorio, formazione, e comunicazione. Attività che hanno portato ad avviare e sostenere già numerosi progetti, tra cui la banca dati sulla formazione nelle amministrazioni locali in materia di e-government, i cui risultati sono stati sintetizzati in un Rapporto di prossima pubblicazione, e il Percorso per la Qualità dei Servizi on Line, un ciclo di seminari e laboratori che ha coinvolto circa 350 dipendenti pubblici, provenienti anche da altre regioni, e ha portato alla definizione di una serie di linee guida per la progettazione di servizi digitali on line. Anche in questo caso, ha concluso la Lotti, dall’esperienza è stata ricavata una pubblicazione che sarà presentata il 4 novembre a COM-PA assieme al Rapporto sulla Formazione e al nuovo sito web del Centro.
Ad Agostina Betta, invece, il compito di soffermarsi sull’Osservatorio regionale del CRC, dove sono raccolti e monitorati i progetti di e-government promossi sul territorio regionale e le iniziative di formazione in materia. Uno strumento utile per tenere il polso ai processi di innovazione digitale, indicando i punti di forza e le zone d’ombra a livello locale. Riguardo alla formazione, ha proseguito la Betta, è quanto mai strategica all’innovazione, e anche in questo caso l’utilità dell’Osservatorio è indubbia, così come lo è per i nuovi progetti connessi alla sua esistenza, da una ricerca di benchmark che rileva periodicamente l’utilizzo dei servizi on line e permette di fare un confronto con le altre regioni europee, alle diverse indagini e ai casi studio promossi a partire da quanto contenuto nella banca dati. In chiusura d’intervento, la definizione degli obiettivi futuri: innanzitutto la definizione di un set di indicatori per rendere ancor più efficace l’azione di monitoraggio e, congiuntamente, il coinvolgimento di tutte le amministrazioni locali, e non più solo di Province e Comuni capoluogo, per l’aggiornamento costante e continuo dei dati.
Amministrazioni locali che sono chiamate a partecipare al progetto Osservatorio per mezzo del referente locale, la figura deputata all’aggiornamento della banca dati per quanto riguarda il proprio contesto locale di riferimento. Ed è proprio a tre referenti del territorio bolognese, Rita Bonsi della Provincia di Bologna, e Simona Caraceni e Roberto Generali del Comune di Bologna, che è toccato spiegare caratteristiche e funzioni di questo ruolo. Prima a parlare, la Bonsi ha elencato le principali linee di collaborazione con il CRC, dalla comunicazione, con la partecipazione al ForumPA e la scrittura di contributi editoriali sull’e-government, alla formazione, con l’organizzazione di alcuni seminari e laboratori sulla larga banda e la partecipazione al già citato Percorso per la Qualità dei Servizi On Line. Quindi alcuni numeri sulle attività di Osservatorio, con il censimento di 57 progetti in provincia, su 326 totali a livello regionale, di cui 18 conclusi e 33 necessitanti di azioni formative. E, ancora, con la rilevazione di 88 attività formative su 278 totali, indirizzate a più di 1.2000 utenti, e 23 delle quali connesse a progetti di e-government.
Quanto al Comune di Bologna – ha spiegato la Caraceni, dopo aver illustrato a grandi linee il proprio compito e mostrato alla platea la scheda per l’immissione dei dati nell’Osservatorio – l´amministrazione partecipa direttamene a 9 progetti di e-government e ne coordina altri 17, ossia il 29% del totale territoriale. Roberto Generali si è invece soffermato sul percorso avviato dal Comune per sistematizzare la formazione, sia nell’ente sia all’esterno, e ha sottolineato la necessità di fare rete per condividere risorse e competenze.
Necessità, quest’ultima, più volte ribadita anche nelle ultime relazioni della giornata, dedicate all’illustrazione di alcune esperienze di eccellenza promosse a livello locale. La prima è stata quella di Patrizia Saggini, intervenuta a nome dell’Associazione Intercomunale Terre D’Acqua, per descrivere il metodo di lavoro condiviso che ha portato alla definizione dei primi passi per l’implementazione del protocollo informatico. Un delicato percorso di passaggio dal documento cartaceo a quello digitale, che ha richiesto sforzi significativi soprattutto sul versante organizzativo più che dal punto di visto tecnologico, ad ulteriore conferma del fatto che l’innovazione digitale non è materia esclusiva di ingegneri ed informatici, ma richiede cambiamenti culturali e di metodo di assoluta rilevanza. Da ciò l’accento su alcune parole chiave, coinvolgimento, partecipazione e condivisione su tutte. Concetti ribaditi da Chiara Perale del Comune di Bologna, intervenuta per relazionare sul nuovo processo informativo per i servizi sociali e scolastici approntato dall’amministrazione felsinea, con un lavoro di assoluto rilievo e valore sui versanti della comunicazione, della semplificazione e della riorganizzazione. Anche in questo caso, infatti, il compito più gravoso è stato quello che ha portato all’integrazione di dati, ruoli e processi, ma è stato assolto sicuramente con ottimi risultati, come dimostra ad esempio la già citata percentuale del 9% di bimbi iscritti alle scuole dell’infanzia via Iperbole. Giuseppe Mazzoli, della Comunità Montana Valle del Samoggia, ha quindi spiegato i vari passaggi operativi che stanno portando le amministrazioni comunali del territorio all’adozione della documentazione digitale nell’ambito del progetto DocArea. Un intervento, il suo, dal quale è scaturita nuovamente l’assoluta importanza degli aspetti organizzativi nell’intrapresa di percorsi di innovazione e ammodernamento, e la necessità di promuoverli partendo sempre e comunque dai capisaldi dal coinvolgimento attvo di tutti gli attori interessati. Infine Marco Mondini ha illustrato le principali caratteristiche del nuovo Sistema informativo di viabilità della Provincia di Bologna, con particolare attenzione alla gestione integrata e condivisa delle informazioni territoriali con i Comuni del territorio, in una un´unica banca dati flessibile. Un compito che, anche in questo caso, ha avuto notevoli ricadute dal punto di vista organizzativo, richiedendo sforzi ed impegni per coordinare ed integrare il lavoro e le funzioni di tutte le amministrazioni coinvolte nel progetto.
Infine si è giunti alla conclusione dei lavori, affidata a Stefano Alvergna, Assessore alla Comunicazione e ai Sistemi Informativi della Provincia di Bologna. A lui il compito di tirare le fila del discorso, indicando l’e-government come strumento fondamentale per il rilancio della città metropolitana, e quindi come punto qualificante del mandato amministrativo in corso. Quindi, dopo aver lodato la qualità complessiva delle iniziative e dei progetti presentati nel corso della mattinata, Alvergna ha indicato i prossimi obiettivi, a cominciare dalla necessità di definire un rapporto stretto tra innovazione e semplificazione e da quella di ripensare i processi di lavoro, partendo da un vero e proprio cambiamento culturale che inneschi virtuosi percorsi di ammodernamento. Compiti impegnativi, che la Provincia di Bologna intende sostenere proponendo un modello di governo del territorio di natura reticolare, un sistema federato che sappia valorizzare le singole realtà e definisca compiti e funzioni di ognuna di esse. Ed è a sostegno di questa ipotesi di sviluppo che l’amministrazione provinciale ha proposto la costituzione degli Uffici comuni federati per l’E-Government, strutture provinciali da articolare in sezioni periferiche, che si propongano come punti permanenti di assistenza, coordinamento e formazione per il territorio. La proposta, lanciata in chiusura del convegno, sarà posta presto all’attenzione delle altre realtà territoriali, con la convocazione di un incontro che vedrà coinvolti i Comuni del territorio, a cominciare da quello di Bologna, le Associazioni e le Unioni comunali, il Circondario di Imola e i Comuni di Casalecchio e Zola, componenti del direttivo della Conferenza Metropolitana.
La sintesi dell’incontro sarà integrata entro il minor tempo possibile con la messa in rete sul nostro sito di tutte le presentazioni tenute dai relatori nel corso della giornata.