progettare l'e-governmentPromuovere la coesione e il coordinamento tra le diverse realtà locali, senza deprimere le spinte in avanti manifestate da ognuna di esse. E soprattutto esercitare una forte leadership politica in un settore la cui amministrazione non può essere delegata ai soli tecnici. Questa la ricetta espressa dall’Assessore ai Sistemi Informativi della Provincia di Ravenna, Emanuela Giangrandi, in risposta alle tante domande sulle prospettive di sviluppo digitale per il territorio romagnolo, formulate nel convegno targato CRC svoltosi il 21 aprile
Piena concordanza dunque con la tesi del Prof. Cesare Maioli, Presidente del Corso di laurea in e-governance dell’Università di Bologna, che precedentemente aveva invocato un approccio olistico ai temi dell’e-government e una precisa assunzione di impegno e visione strategica da parte dei politici. Inutile pensare che tutto possa essere risolto con la pur importante funzione di comunicazione, ha spiegato nel suo intervento. Perché se non si pone l’utente al centro dei processi e non si affronta la questione in maniera sistematica – e cioè tenendo conto anche della sua dimensione di processo, degli aspetti di cooperazione e della gestione della conoscenza – qualsiasi approccio di innovazione è destinato a fallire.
O quanto meno a rallentare, come sembrerebbe emergere per il territorio ravennate dai dati di benchmarking presentati da David Osimo della Regione Emilia-Romagna. Questi parlano infatti in chiaroscuro, perché se per molti versi Ravenna e i Comuni della Provincia sono in linea con le buone medie regionali (a loro volta parallele agli standard europei, e ben al di sopra di quelle nazionali), una lettura approfondita delle dinamiche di sviluppo evidenzia un lieve accenno di fiato corto. Come se dopo l’ottima partenza iniziale, prova a ipotizzare Osimo, si fosse un po’ perso lo slancio, soprattutto in termini di innovazione e capacità di rispondere alla sfida dell’interattività dei servizi.
Ed ecco allora la risposta dell’Assessore Giangrandi, che in chiusura afferma la volontà di un maggiore impegno diretto sui temi dell’innovazione digitale. E ribadisce la necessità di mantenere viva e feconda la contraddizione di fondo tra le ragioni dello sviluppo dell’intero sistema territorio (cosa che avverrà ad esempio con l’interconnessione e l’integrazione delle reti MAN comunali, attualmente in via di realizzazione, come spiegato dal Coordinatore della rete Lepida per la Romagna Andrea Morandi,) e le fisiologiche propulsioni al cambiamento espresse da ogni singola amministrazione.
Una perfetta sintesi di quanto affermato e presentato durante i lavori della mattinata nella Sala del Consiglio provinciale. Perché capace di raccogliere l’invito a fare sistema espresso inizialmente dall’Assessore alla Trasparenza e ai Diritti dei Cittadini del Comune di Ravenna, Livia Zaccagnini. Quello formulato dalla Coordinatrice e dalla Responsabile Formazione del CRC Emilia-Romagna, Sandra Lotti e Agostina Betta, che hanno evidenziato il costante impegno del Centro per la messa in rete e la condivisione di esperienze, competenze e saperi. O ancora il sentito appello lanciato da Roberta Serri, referente CRC sulle attività formative per il Comune di Ravenna, che ha invitato a considerare la formazione come qualcosa in più di un mero addestramento. Perché senza la condivisione delle conoscenze e dei progetti – sono state le sue parole – non c’è possibilità di compiere il tanto auspicato salto di qualità.
Ma anche una sintesi delle tante esperienze e progetti in materia di e-gov (42 dei quali pubblicati nel data base Osservatorio del CRC, come illustrato dal referente per la Provincia di Ravenna, Claudio Leombroni) promossi e realizzati dai Comuni e dagli altri enti pubblici del territorio e presentati nella seconda parte della mattinata. Si parte con la nuova rete intranet della Provincia di Ravenna, che Andrea Bondi definisce un’ottima soluzione per il coordinamento delle 17 sedi istituzionali, la condivisione di informazioni e documenti e la loro categorizzazione secondo criteri certi e razionali. E si prosegue con il progetto per la digitalizzazione delle determine digitali promosso dal Comune di Cervia, che, spiega Luca Farabegoli, ha permesso di ridurre del 70% gli iter (da 27 a 8 giorni), del 33% il tempo dedicato dai dipendenti, e ancora del 36% i costi per la loro gestione.
Poi tocca a Anna Puritani del Comune di Ravenna, che illustra lo stato d’avanzamento del progetto People (il front office virtuale per 53 Comuni emiliano–romagnoli e non) nel territorio ravennate, annuncia la realizzazione di un regolamento comunale per l’erogazione dei servizi, e infine invita tutti i Comuni a riflettere e impegnarsi sulle procedure di autenticazione, il vero nodo per la riuscita del progetto. Chiara Cavalli del Comune di Faenza elenca quindi le tappe che hanno portato alla realizzazione dello sportello unico per l’urbanistica, la gestione interamente elettronica di tutti i processi amministrativi da parte degli operatori comunali, e la prossima fornitura di informazioni on line sullo stato di avanzamento delle pratiche.
Gli ultimi due interventi, che precedono le conclusioni, i saluti e i ringraziamenti dell’Assessore provinciale, sono infine di Giancarlo Franceschelli del Comune di Lugo, e Antonella Tapinassi, Responsabile Comunicazione interna dell’AUSL di Ravenna. Il primo espone il progetto di remote computing che permette ai dipendenti di diversi Comuni del ravennate di lavorare direttamente on line a pratiche ed atti – senza la necessità di installare software sui propri pc – garantendo alti tassi di flessibilità e sensibili riduzioni dei costi in termini di assistenza. La Tapinassi, invece, torna sul tema intranet, spiegando che quella realizzata nella sua azienda a partire dal 2002 (2.300 i pc attualmente in rete su un totale di 4.500 dipendenti) non ha solo permesso di abbassare i costi e migliorare le relazioni, ma si configura sempre più come uno strumento di comunicazione interna capace di affiancare agli aspetti di informazione e servizio quello, altrettanto importante, di supporto alla nascita di una vera e propria community. Come a dire, insomma, che l’innovazione e il dinamismo possono certamente essere al servizio della crescita integrata e della messa a sistema di saperi ed esperienze positive.