progettare l'e-government
Concertazione strategica per la società dell´informazione parmense
Buona la capacità di sperimentare le nuove tecnologie, ma da potenziare ulteriormente gli aspetti di coordinamento, per tenere agganciate le realtà minori al treno della rivoluzione digitale. Nel Dossier del CRC Emilia-Romagna, Parma e provincia si caratterizzano per l´esistenza di un ben definito orientamento all´innovazione, e si preparano ad affrontare la sfida del riequilibrio territoriale, puntando sul rilancio del fare sistema
- Ciò per fare in modo che anche i Comuni di più piccole dimensioni, oggi talvolta avulsi dal cambiamento anche per la mancanza di personale e risorse dedicati, riescano a percepire e assimilare la strategia di fondo rivelatasi finora vincente nei centri maggiori. Centri che, sotto il coordinamento della Provincia, hanno mostrato grande originalità nell’adozione delle nuove infrastrutture, tecnologie e soluzioni, dalla banda larga al wireless. E che spesso, grazie alla notevole prontezza delle Pubbliche Amministrazioni locali, sono stati anche capaci di anticipare le tendenze del mercato e la regolamentazione pubblica di stampo centrale. Segno che il territorio parmense è più che reattivo, come dimostrano anche l’elevato numero di addetti nel settore ICT presenti nell’intera provincia, l’esistenza di un’Università locale che dedica molta attenzione e queste tematiche, e la presenza di numerose aziende a capitale pubblico, nate per supportare gli enti locali sul terreno dell’innovazione.
Ed è proprio all’estensione dei benefici e delle opportunità favorite da questo contesto che si dovrà puntare nel prossimo futuro, per – parole degli amministratori provinciali – “cambiare la vita dei cittadini”. Un obiettivo ambizioso, ma raggiungibile, che passa innanzitutto per il potenziamento delle reti telematiche pubbliche, anche con la ricerca di quelle tecnologie che meglio possano garantirne l’estensione verso le periferie delle dorsali e i centri di montagna. Ma non è solo sulle infrastrutture che si è deciso di concentrarsi: gli amministratori sono già alla ricerca di una maggiore interoperabilità delle banche dati pubbliche, e si dicono pronti a proseguire e incrementare le iniziative di formazione “con le” e “alle” nuove tecnologie, nella consapevolezza che solo la creazione di un diffuso valore intellettuale permetterà di accogliere pienamente i vantaggi della società dell’informazione.
Vantaggi che dovranno tradursi entro breve nella fornitura di servizi multicanali ai cittadini, anche grazie alla promozione pionieristica di soluzioni che facciano da “teste di ponte” per trasmettere il senso generale del cambiamento ai cittadini e alle imprese. Ma vantaggi che soprattutto non dovranno essere colti in maniera disomogenea, ragion per cui è alla concertazione strategica che si dedicheranno i maggiori investimenti nei prossimi mesi. E per questo scopo la costruzione del futuro Centro Servizi Territoriale resta un obiettivo di fondamentale importanza, essendo deputate alla struttura le attività di analisi e individuazione delle esigenze dei territori, e la ricerca di formule e servizi che le soddisfino. Fermo restando che saranno poi gli operatori privati attivi nelle realtà locali a garantirne l’erogazione e la gestione operativa.