Juice: la società dell'informazione in Emilia-Romagna. Sintesi dei dati di benchmarking del progetto Understand per il 2005.
Infrastruttura a banda larga; diffusione di Internet tra i cittadini, nelle imprese e nelle scuole; settore ict e mercato del lavoro: questi i tre principali argomenti delle rilevazioni del benchmarking della società dell'informazione in Emilia-Romagna di cui Juice costituisce una sintesi dei dati.
In riferimento alle dotazioni infrastrutturali, la copertura dei servizi a banda larga (cioè la quota di popolazione che può potenzialmente avere una connessione con tecnologie xdsl), è in Emilia-Romagna dell’87%, ossia in linea con quanto accade in molte altre regioni europee. In particolare, rispetto al 2004, è quadruplicata la percentuale di utenti Internet in grado di connettersi con banda maggiore di 2Mbps. Piuttosto elevata è anche la copertura Umts, mentre ancora stentano a decollare piattaforme e reti wireless (Wi-Fi e WiMax). Il livello di competizione tra provider di banda larga è ancora ridotto e si registra una posizione dominante del vecchio monopolista.
Relativamente all’utilizzo di Internet da parte dei cittadini, la situazione regionale è sostanzialmente assimilabile alle tendenze nazionali ed europee: gli internauti regionali sono per lo più giovani, con un titolo di studio medio-alto e una buona disponibilità economica; si connettono alla rete prevalentemente da casa con un pc fisso e quasi quotidianamente navigano per ragioni di lavoro, motivi di studio o, più semplicemente, per svago. È confermata poi l’esistenza di un rilevante digital divide che interessa sia aree territoriali poco raggiunte dalle infrastrutture a rete, sia segmenti della popolazione quali anziani, donne, poveri.
Sul versante della scuola, della formazione superiore e della ricerca scientifica, la situazione appare generalmente buona, seppure con qualche elemento di criticità. Tutte le scuole dell’Emilia-Romagna sono dotate di pc ad uso didattico, che sfiorano complessivamente quota 70.000 (di cui il 73% risulta collegato ad Internet prevalentemente con tecnologie xdsl).
Tuttavia il numero di pc per 100 studenti è pari a 9 e di questi solo 6,6 sono collegati ad Internet e, soprattutto, sono ancora poco radicate la didattica interattiva e l’utilizzo del pc durante le lezioni.
La formazione universitaria ict registra un andamento relativamente stabile. La percentuale degli iscritti a corsi di laurea ict sul totale degli iscritti in Emilia-Romagna è risultata nel 2004 pari al 23,5%, leggermente in aumento rispetto agli anni precedenti, di poco inferiore alla media nazionale e marcatamente inferiore ai valori che caratterizzano le regioni europee tecnologicamente più evolute. Si osserva, inoltre, tra gli anni 2003 e 2004, una sostanziale stabilità sia del peso dei laureati in Emilia-Romagna sul totale dei laureati in Italia (10,16%), sia del peso di laureati Ict in Emilia-Romagna sul totale nazionale dei laureati Ict (10,50%), e quindi della specializzazione Ict. Infine, la produzione scientifica della regione è notevolmente superiore alla media nazionale, anche a causa di una domanda di ricerca da parte del sistema produttivo locale in costante crescita. Le reti di relazione tra imprese, sistema universitario e scientifico sono risultate, negli ultimi anni, rafforzate.
Il settore Ict in Emilia-Romagna appare, coerentemente con l’andamento generale dell’economia regionale, in una situazione di stagnazione: una crescente incidenza delle imprese Ict in situazione di criticità accompagnata dalla deindustralizzazione del settore, mentre fonte di preoccupazione sono i fenomeni di delocalizzazione produttiva fuori dai confini nazionali.
Il quadro migliora se si tiene conto della maggiore presenza di piccole e medie imprese rispetto alla media nazionale. Questo potrà rappresentare una leva per lo sviluppo se si sapranno cogliere i vantaggi (derivanti da struttura e dimensione) della maggiore flessibilità delle medie imprese. Inoltre, si registra una diffusa attitudine imprenditoriale nel mondo Ict (23,2% di lavoratori indipendenti contro il 20,7% nazionale) e una forte spinta alla terziarizzazione del settore, che compensa, da un punto di vista occupazionale, la deindustrializzazione in atto. Infine, il personale impiegato in ricerca e sviluppo e le risorse umane qualificate e laureate superano la media nazionale, così come la spesa in ricerca e sviluppo. A livello di impresa, l’analisi evidenzia, in riferimento a tre settori industriali (meccanica, turismo e ict), una buona dotazione tecnologica generale ed ampi margini di miglioramento in termini di utilizzo della tecnologia e di Internet.