Approfondimenti
Power: intervista alla project manager Leda Guidi
Power: intervista alla project manager Leda Guidi
L'esistente
Il progetto Power
Il progetto è coordinato dal Comune di Bologna e partecipato dai Comuni di Ferrara, Modena, Piacenza e Reggio Emilia, nonché dalla Regione Emilia-Romagna che lo promuove anche. Power nasce per riflettere insieme sulle possibilità di arricchire i siti istituzionali classici, che forniscono informazioni e servizi digitali, con gli strumenti del web 2.0, che puntano sulla partecipazione attiva delle comunità, sia per commentare e valutare informazioni e servizi prodotti da altri, sia per produrre, creare e condividere in autonomia informazioni, saperi e servizi.
Quali i presupposti di partenza del progetto?
Pensiamo che cambiare la comunicazione web delle pubbliche amministrazioni non sia un problema di tipo tecnologico, perché esistono soluzioni ampiamente collaudate e utilizzabili anche in ambito pubblico Piuttosto occorre capire quali possono essere le opportunità reali, e soprattutto i limiti, derivanti dall'integrazione e dall'ibridazione dei due modelli. Cosa accade ad esempio se un cittadino pubblica un commento diffamatorio, o un messaggio commerciale su un sito istituzionale? La risposta che ci siamo dati è che le amministrazioni ne condividono la responsabilità giuridica, con diversi gradi di coinvolgimento. Per non parlare degli effetti politico-istituzionali.
Cosa è stato realizzato finora nell'ambito di Power?
Prima di tutto abbiamo effettuato una ricognizione nazionale e internazionale delle esperienze web 2.0 nelle PA. Abbiamo realizzato poi uno studio sui limiti e le criticità giuridico-istituzionali che si accompagnano all'adozione del web 2.0 nelle PA, e in parallelo abbiamo messo a punto una piattaforma software, in grado di integrarsi con i siti dei singoli Comuni partner, per sperimentare alcune soluzioni e strumenti web 2.0, quali wiki, sistemi di commento e rating, tagging, pubblicazione e condivisione di contenuti multimediali, multilinguismo e georeferenziazione. Forti di questi risultati, abbiamo anche presentato il progetto ad un concorso sull'innovazione promosso in occasione del Forum PA 2009 e abbiamo ricevuto un premio per il lavoro svolto.
Cosa è emerso dall'indagine?
I principali problemi giuridici riguardano la protezione dei dati personali, la tutela dei diritti d'autore e le responsabilità delle amministrazioni su contenuti pubblicati da terzi. Lo studio contempla tre casi: dall'aggiunta di strumenti 2.0 sul sito istituzionale, alla scelta di una sistema "intermedio", solo parzialmente e in modo mediato riconducibile all'ente promotore, fino a quella di usare piattaforme gestite interamente da terzi, ad esempio associazioni di cittadini, organizzazioni "super partes". Più il web 2.0 viene portato dentro casa, più ampia sono la gamma dei vincoli da rispettare e i sistemi di presidio redazionale da attivare. Si tratta di rigidità oggettive da non considerare con superficialità; abbiamo concluso che anche le soluzioni semi-esterne in tutte le loro graduazioni possono comportare rischi non trascurabili, se non altro dal punto di vista politico e dell'immagine istituzionale. Ovviamente però, e basta guardare alla popolarità di molte soluzioni web 2.0, possono portare anche grandi opportunità.
Avete sistematizzato i risultati dello studio?
Abbiamo realizzato delle linee guida teoriche e operative, che contengono indicazioni funzionali, tecniche, redazionali, organizzative, metodologiche e, più in generale, di sostenibilità nel tempo relativamente all'inserimento di funzionalità 2.0 sui siti istituzionali. Saranno a disposizione delle amministrazioni pubbliche dell'Emilia-Romagna interessate a promuovere progetti 2.0.
Gli sviluppi
La piattaforma software è pronta? A quando i primi servizi 2.0?
La piattaforma è pronta. A maggio e giugno 2009 sono stati realizzati programma i primi test sugli scenari di adozione del web 2.0. A partire dall'autunno partiranno quindi sperimentazioni su scala più ampia.
Le sperimentazioni in programma a Bologna
A Bologna ci si muoverà su tre fronti: gli utenti interessati potranno inserire commenti e tag sulle informazioni e i servizi web scolastici; saranno realizzate interviste video a ex partigiani, per arricchire il patrimonio multimediale del Museo virtuale della Resistenza; e alcune pagine del portale saranno tradotte in altre lingue, grazie al contributo degli utenti. In questo ultimo caso, in collaborazione con il progetto "Tandem Linguistico" dell'Informagiovani comunale, si comincerà a tradurre in inglese, francese, spagnolo e tedesco. In futuro si pensa di estendere l'operazione ad altre lingue parlate da alcune comunità che vivono in città, grazie al contributo diretto di alcuni centri e associazioni multiculturali.
Le sperimentazioni in programma a Ferrara e Modena
A Ferrara i cittadini potranno segnalare la presenza di eventuali barriere architettoniche via web, e sempre sul sito il Comune renderà conto della loro rimozione. A Modena gli utenti potranno valutare la qualità dei contenuti informativi pubblicati sui siti tematici "Cultura" e "Tempi e orari della città". La valutazione potrà essere sia anonima, ma in questo caso i cittadini potranno esprimere un semplice voto numerico o dichiarare di gradire/non gradire i contenuti, sia formulata attraverso commenti, ma dovranno prima registrarsi on line.
Le sperimentazioni in programma a Piacenza e Reggio Emilia
A Piacenza si potranno pubblicare video, brani musicali, foto e altre opere, ma anche recensioni e commenti, sul nuovo Archivio on line dei giovani artisti locali. Sarà promossa anche una gara on line tra gruppi emergenti, che si concluderà con l'organizzazione di un concerto in diretta web. A Reggio Emilia infine, si proseguirà un progetto già iniziato nel 2008 che ha portato all'apertura di un blog sul portale giovani, e che permette ai ragazzi di pubblicare anche video, foto e audio via web o telefono cellulare.
I benefici
Sintetizzando al massimo: è possibile un web 2.0 di matrice istituzionale?
Il punto di vista istituzionale e quello del web 2.0 non sono conciliabili al 100%: esistono regole e limiti che le amministrazioni non possono superare. Sicuramente però può esserci un incontro positivo dei due modelli, partendo dalla consapevolezza che nessuno deve fare il mestiere dell'altro ma che i saperi e le competenze delle istituzioni e di chi anima la rete possono essere complementari. Se insomma è impensabile che le PA aprano i propri uffici al libero dibattito, possono comunque contribuire all'apertura di piazze pubbliche per allargare il confronto e incentivare la partecipazione dei cittadini.
In definitiva, quali vantaggi porta Power ai cittadini dell'Emilia-Romagna?
Il progetto ha permesso di capire in che modo le PA possono sfruttare, nel rispetto di tutti, il protagonismo degli utenti che sta rivoluzionando il web e cambiando le nostre vite. Se grazie al contributo volontario di altre persone traduco il mio sito in altre lingue a costo zero; se riesco a individuare e rimuovere velocemente un barriera architettonica grazie alla segnalazione on line di un cittadino; e se più in generale cambio i miei modi di agire, tenendo conto delle esigenze e delle aspettative espresse dagli utenti, non solo permetto più partecipazione, ma miglioro anche la qualità dei servizi che offro alle comunità.
