Pane e Internet: intervista alla project manager Grazia Guermandi

Pane e Internet : intervista alla project manager Grazia Guermandi 

 

Il progetto

 

Il progetto “Pane e Internet”
Il progetto è promosso dalla Regione Emilia-Romagna, con la collaborazione delle Provincie,  dell’Associazione Italiana per l’Informatica ed il Calcolo Automatico e dell’Ufficio Scolastico Regionale, per organizzare dei corsi di formazione di base sull’uso del computer e di Internet, rivolti a quelle categorie di persone maggiormente soggette al rischio di knowledge divide, in italiano divario della conoscenza digitale, quali ad esempio le casalinghe, i pensionati e gli immigrati.

 

Cosa si intende col termine esclusione digitale?
Il termine fa riferimento non tanto alla mancanza dei mezzi e delle tecnologie per accedere a Internet, ma alla mancanza di capacità o di interesse a farlo. Magari alcune persone hanno il computer e la connessione a casa perché qualche loro familiare naviga in rete, ma loro non lo fanno perché non hanno le conoscenze e capacità sufficienti, o non lo ritengono utile. In Emilia-Romagna, dove pure la situazione è migliore rispetto al quadro nazionale, solo il 7% delle casalinghe accede a Internet, e in alcune fasce di età tra uomini e donne c’è uno scarto del 10%. Eppure è ormai evidente che Internet può migliorare il nostro quotidiano. Per fare degli esempi, pensiamo a quanto è diventato più facile oggi consultare gli orari dei treni o comprare un biglietto aereo grazie alla rete.

 

La formazione


Che tipo di corsi avete organizzato?
Ci siamo ispirati al modello di formazione e certificazione europea “E-Citizen”, che ha portato a organizzare corsi sulle competenze di base per l’uso del pc e la navigazione in rete in tutti i Paesi dell’Unione. Il modello è stato in parte adattato alle esigenze e particolarità dei nostri territori. I corsi durano 4 settimane e si articolano in 8 incontri di 2 ore ciascuno e sono rivolti esclusivamente alle categorie di persone più soggette a rischio di esclusione digitale.

 

In che modo avete adattato i corsi alle esigenze dei territori?
Alcune ore di formazione sono state dedicate all’uso dei servizi on line, con momenti di navigazione e conoscenza dei siti delle amministrazioni pubbliche dei territori in cui si svolgono i corsi. Abbiamo scelto di farlo perché gli studi e le analisi che svolgiamo ci dicono che l’utilizzo dei servizi on line in Emilia-Romagna può crescere molto, e che questo dipende anche dal fatto che alcune categorie potenziali di utenti non usano il pc e non navigano in rete.

 

Che tipo di messaggio cercate di far passare durante la formazione?
Ai corsisti proviamo a far capire che il computer e Internet sono facili da usare e utili come qualsiasi altro elettrodomestico che abbiamo in casa. La rete può farci sapere cosa succede nella nostra città o cosa fa il Comune per noi, ma anche ottenere servizi, dall’inoltrare una domanda al Comune, al prenotare un libro, un film, una visita medica o un biglietto per un concerto. Se passa questo concetto, passa anche l’idea che la rete è sicuramente globale, ma usarla può servire anche per vivere meglio il proprio territorio.

 

Dove sono stati svolti i corsi?
Finora nelle province di Rimini, Forlì Cesena e Ferrara, e Bologna. In tutti i casi abbiamo firmato delle intese con le amministrazioni provinciali. Per ogni territorio sono state scelte 4-5 sedi, privilegiando i Comuni medio- piccoli e periferici, perché i dati dicono che nei centri maggiori le percentuali di navigazione sono più alte. Le sedi selezionate sono però quasi sempre nodi di particolari bacini di utenza geografica, e quindi possono attrarre cittadini da più Comuni. I corsi sono promossi presso scuole e centri di formazione sufficientemente attrezzati a livello tecnologico, e sono condotti dai docenti di informatica che insegnano in quelle stesse scuole.

 

Quanti corsi sono stati organizzati e quante persone hanno partecipato?
Da marzo 2009 abbiamo organizzato 16 corsi in Provincia di Rimini, seguiti da circa 280 persone. Nel territorio di Forlì Cesena invece abbiamo già svolto 21 corsi, con poco più di 300 partecipanti. Sia a Rimini che a Forlì Cesena saranno organizzate a breve altre edizioni, per arrivare a circa 360 persone formate. A Ferrara i corsi sono attualmente in svolgimento: da settembre 2009 ne sono state organizzate altre 12 edizioni, per un totale di 230 persone formate. A Bologna infine si prevedono 25 edizioni in 6 diverse città, per circa 400 partecipanti.

 

Quanto è stato investito per il progetto? È previsto un seguito?
Per il 2009 sono stati investiti 300mila euro. Nel 2010 vorremmo organizzare nuove edizioni in altri territori. Nelle province dove abbiamo già lavorato stiamo anche provando a verificare la possibilità di organizzare nuovi corsi, anche grazie alla collaborazione diretta dei Comuni e delle biblioteche, per soddisfare le richieste delle tante persone che volevano partecipare, ma non sono riuscite a iscriversi per la mancanza di posti.

 

La promozione del progetto


Come avete promosso il progetto e i corsi?
Abbiamo realizzato una campagna di comunicazione, scegliendo come slogan “Pane e Internet”, che poi è diventato anche il nome del progetto. Il messaggio visivo rappresenta una donna che bagna un mouse nella tazza del latte. Assieme al claim, “buongiorno Internet”, prova a comunicare l’idea che la rete è qualcosa di molto più normale di quanto si pensi: un gesto, un’abitudine quotidiana che può dare gusto, energia e utilità alla nostra vita.

 

Come è stata organizzata la campagna di comunicazione?
È stata declinata nei singoli territori con un kit composto da comunicati stampa, redazionali specifici per siti e giornalini locali, e ancora volantini e locandine che abbiamo distribuito negli URP comunali, negli Informagiovani, negli uffici per i cittadini stranieri e in alcuni casi presso i supermercati e alcune associazioni che lavorano con gli immigrati. Un camper ha poi fatto il giro delle province, toccando 90 Comuni, per promuovere i corsi e raccogliere le iscrizioni nelle piazze, nei mercatini settimanali e nelle fiere.

 

I risultati

 

Che risultati ci sono stati finora? I partecipanti hanno apprezzato i corsi?
Ai corsi hanno partecipato le categorie di persone con cui volevamo entrare in contatto, in maggioranza sono state donne, e oltre la metà di loro aveva più di 50 anni. I cittadini stranieri sono stati il 12% del totale, e il dato rispecchia la percentuale di stranieri occupati in Emilia-Romagna. Per quanto riguarda l’esito dei corsi, abbiamo avvertito un’altissima motivazione: i cittadini hanno  manifestato la consapevolezza  che oggi la non conoscenza digitale è motivo di esclusione. Per questo il tasso di abbandono ad esempio è stato inferiore al 5%. I corsi prevedevano anche la possibilità di fare altre 4 ore facoltative per avere la certificazione europea, e la richiesta di svolgere questo ulteriore modulo è stata accolta con favore.

 

I benefici


In definitiva, quali benefici porta “Pane e Internet” ai cittadini dell’Emilia-Romagna?

Il primo vantaggio è la riduzione del knowledge divide: se i cittadini si avvicinano alla rete possono sfruttare le sue grandi opportunità, sentirsi meno esclusi, e soprattutto verificare di persona che questi strumenti sono utilizzabili da tutti, e non solo da determinate categorie di persone, quali i giovani ad esempio. Non solo: un maggiore uso dei servizi on line comporta tantissimi benefici. Ci si deve spostare di meno per ottenerli, non si devono più fare lunghe code e si possono ottenere maggiori informazioni più velocemente. Infine, se molti cittadini usano i servizi on line possono valutarli e, se serve, chiedere che siano migliorati.
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