Fatturazione elettronica: intervista alla project manager Anna Fiorenza

Fatturazione elettronica: intervista alla project manager Anna Fiorenza


Il progetto Fatturazione Elettronica

Il progetto è promosso dalla Regione Emilia-Romagna ed è gestito dall’Agenzia regionale Intercent-ER, creata per ottimizzare grazie alla rete e al digitale i processi di acquisto degli enti pubblici. Il suo scopo è sostituire le fatture cartacee con quelle digitali negli enti locali dell’Emilia-Romagna.

 

Cosa è la fattura elettronica?

La fattura elettronica è un documento digitale del tutto uguale a quello cartaceo, che permette di informatizzare i processi di scambio tra i fornitori e gli acquirenti di beni e servizi. Il modello su cui stiamo lavorando prevede la digitalizzazione dell’intero processo di fornitura e fatturazione, dall’effettuazione dell’ordine, all’atto di acquisto, alla conservazione delle fatture.

Quali i principali vantaggi derivanti dall’introduzione della fattura elettronica?

Innanzitutto si abbassano i costi legati alla fatturazione e all’archiviazione delle fatture, e si rendono più semplici e veloci i processi di acquisto e vendita. Non solo: la fatturazione elettronica permette di controllare giorno per giorno l’andamento della spesa di un ente, e quindi di essere più trasparenti. Ad esempio, per avere anticipi sulle fatture, normalmente i fornitori portano alle banche le copie dei documenti cartacei, che non sono sempre facilmente identificabili. Con la fattura elettronica invece, c’è sempre un’assoluta certezza sulla loro autenticità.

 

Come viene promosso il progetto in Emilia-Romagna?

Grazie al Piano Telematico, negli enti della regione già disponiamo di buona parte delle condizioni tecnologiche necessarie alla fatturazione elettronica: la posta elettronica certificata, il protocollo informatico, la firma digitale, e ancora l’esistenza di un polo regionale per la conservazione digitale dei documenti pubblici, la rete a banda larga Lepida, che collega in modalità sicura gli enti locali, e la piattaforma Intercent-ER, che permette agli stessi enti di gestire i propri acquisti di beni e servizi in rete. Grazie a queste condizioni di base, siamo partiti con uno studio di fattibilità rivolto alle circa 600 amministrazioni che fruiscono al momento di Intercent-ER.

 

In cosa è consistito lo studio?

Abbiamo analizzato alcune esperienze di successo realizzate presso enti e istituzioni nei Paesi europei, ma anche da parte di alcune imprese italiane. In parallelo abbiamo verificato il volume complessivo delle fatture indirizzate agli enti locali sul territorio della Regione, così come quali sono i fornitori che ne producono di più. Quindi abbiamo ascoltato gli enti locali, i rappresentanti dei fornitori che fatturano di più agli enti, e quei soggetti del privato che offrono servizi intermedi, quali ad esempio la stessa fatturazione. In questo modo abbiamo individuato le esigenze di tutti gli attori coinvolti nel ciclo di fatturazione.

 

Quali sono le principali evidenze emerse dallo studio?

Abbiamo constatato intanto una grande disponibilità da parte degli enti e dei fornitori a confrontarsi per la realizzazione di questo strumento. Abbiamo quindi verificato che l’80% delle fatture emesse alle PA è prodotto da un numero abbastanza limitato di fornitori, a partire dalle aziende multiservizi. Gran parte di questi fornitori inoltre non solo si sta già muovendo per introdurre questa novità, ma ha anche preso parte a consorzi per semplificare le procedure necessarie al passaggio dal cartaceo al digitale.

 

Come proseguirà il progetto?

In assenza di standard normativi stringenti sia a livello nazionale sia su scala regionale, abbiamo scelto di valorizzare le esperienze già promosse nei territori. Abbiamo perciò definito degli accordi con i consorzi dei fornitori, per utilizzare gli standard già adottati al loro interno.

 

Quali le altre caratteristiche del modello regionale di fatturazione elettronica?

Come già anticipato, punteremo non alla semplice digitalizzazione delle fatture, ma alla informatizzazione dell’intero processo, dall’ordine di acquisto all’archiviazione finale delle fatture nel polo archivistico regionale. Per fare questo, al momento è necessario puntare su soluzioni che siano il più flessibili e aperte possibili, anche perché va ripetuto che in mancanza di norme certe in materia, se oggi entrassimo troppo nel dettaglio, magari domani ci troveremo con un modello non compatibile con le leggi che saranno emanate. Infine va ribadito anche che saranno fondamentali gli accordi tra gli enti locali e i fornitori finali e intermedi, per valorizzare innanzitutto quanto già realizzato e funzionante nei territori.

 

In definitiva, quali benefici porta questo progetto ai cittadini e alle imprese dell’Emilia-Romagna?

Oggi le PA dell’Emilia-Romagna ricevono circa 2.000.000 di fatture all’anno dai propri fornitori. Considerando che il costo medio per l’emissione  e lo scambio di una fattura è di circa 30 euro, e considerando che la fatturazione elettronica può permettere di risparmiare dal 60 al 90% rispetto a quella cartacea, a regime si potrebbe ottenere un risparmio annuo pari a circa 50 milioni di euro. Non solo: grazie alla fatturazione elettronica diventa molto più trasparente la spesa delle PA ed è più facile contrastare l’evasione fiscale. Più in generale, la semplificazione amministrativa e i risparmi che saranno garantiti anche con la realizzazione di questo progetto permetteranno di usare i soldi pubblici per migliorare i servizi pubblici ai cittadini e alle imprese, e realizzarne di nuovi e avanzati.

 

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