Volume 5
Benchmarking della società dell’informazione in Emilia-Romagna.
Primo rapporto: E-government e infrastruttura a banda larga in regione.
Dall'introduzione di Duccio Campagnoli, assessore regionale Attività produttive, sviluppo economico e Piano telematico
Perchè un benchmark regionale della società dell’informazione. Il Piano Telematico Regionale dell’Emilia-Romagna è un piano d’azione, che punta su alcuni progetti strategici per tutto il territorio regionale al fine di arrivare al 2005 con una regione più innovativa, più ‘digitale’ e più competitiva grazie all’investimento in infrastrutture e servizi nel campo della Società dell’Informazione.
Questi sono gli stessi obiettivi che la Commissione Europea si è data con il piano eEurope che deve concretizzare gli obiettivi del Consiglio europeo di Lisbona ovvero promuovere in Europa un’economia concorrenziale e dinamica basata sullo sviluppo della conoscenza. La Regione Emilia-Romagna, di concerto con gli Enti Locali, ha puntato quindi ad investire per creare un terreno comune (fatto di infrastrutture di comunicazione e di servizi on line avanzati rivolti ai cittadini ed alle imprese) in cui le esperienze di eccellenza locali, le peculiarità del tessuto economico e del mondo della ricerca possano trovare un forte supporto per mantenere e rafforzare la loro posizione nello scenario globale, forti anche delle specificità locali.
Il Piano Telematico Regionale è quindi uno strumento per combattere efficacemente i rischi del divario digitale nel nostro territorio e tra il nostro territorio e il resto dell’Europa. Obiettivi molto ambiziosi ed investimenti molto rilevanti ci hanno indotto a voler seguire il processo da vicino, identificando una metodologia di analisi comparata che ci permetta di verificare con costanza i risultati, identificare per tempo i punti di forza e di debolezza delle nostre strategie ed eventualmente reindirizzare missione ed investimenti.
Questa scelta si fonda anche sulla consapevolezza che lo sviluppo locale della Società dell’informazione non può che essere un processo in progress, dove i ‘modelli’ sono frutto di aggiustamenti costanti delle esperienze in corso. Anche in questo settore il piano d’azione eEurope è stato per noi un utile punto di riferimento. Abbiamo infatti deciso di applicare gli indicatori elaborati da eEurope per il benchmark della Società dell’Informazione degli stati nazionali agli sviluppi locali, per poter non solo monitorare le performance delle politiche regionali ma anche per poterci misurare con altre realtà europee che come noi si stanno grandemente impegnando in questo settore.
Crediamo infatti che i dati che potranno essere così ottenuti forniranno una fotografia ben più dettagliata dello sviluppo della società europea dell’informazione, utili quindi al governo non solo locale, ma anche europeo di questo processo. Da ultimo, pensiamo che questa attività sia utile non solo perché ci dice delle attività della PA, dei suoi cambiamenti e del grado di maturazione di questo processo, ma anche perché ci fornisce un’idea più chiara di cosa i cittadini e le imprese si aspettano da noi, di quanto le nostre strategie si incrocino con le loro priorità e anche, e non certo da ultimo, di quanto si sia riusciti a comunicare quello che si sta facendo in questo campo. Proprio perché di Società dell’Informazione si parla, l’analisi di dettaglio su tutte le sue componenti è fondamentale.