Infrastruttura a banda larga; diffusione di Internet tra i cittadini, nelle imprese e nelle scuole; settore ict e mercato del lavoro: questi i tre principali argomenti delle rilevazioni del benchmarking della società dell'informazione in Emilia-Romagna i cui risultati sono presentati in questo Rapporto.
In riferimento alle dotazioni infrastrutturali, la copertura dei servizi a banda larga (cioè la quota di popolazione che può potenzialmente avere una connessione con tecnologie xdsl), è in Emilia-Romagna dell'87%, ossia in linea con quanto accade in molte altre regioni europee.
In particolare, rispetto al 2004, è quadruplicata la percentuale di utenti Internet in grado di connettersi con banda maggiore di 2Mbps. Piuttosto elevata è anche la copertura Umts, mentre ancora stentano a decollare piattaforme e reti wireless (Wi-Fi e WiMax).
Il livello di competizione tra provider di banda larga è ancora ridotto e si registra una posizione dominante del vecchio monopolista.
Relativamente all'utilizzo di Internet da parte dei cittadini, la situazione regionale è sostanzialmente assimilabile alle tendenze nazionali ed europee: gli internauti regionali sono per lo più giovani, con un titolo di studio medio-alto e una buona disponibilità economica; si connettono alla rete prevalentemente da casa con un pc fisso e quasi quotidianamente navigano per ragioni di lavoro, motivi di studio o, più semplicemente, per svago.
Confermata l'esistenza di un rilevante digital divide che interessa sia aree territoriali poco raggiunte dalle infrastrutture a rete, sia segmenti della popolazione quali anziani, donne, poveri.
Sul versante della scuola, della formazione superiore e della ricerca scientifica, la situazione appare generalmente buona, seppure con qualche elemento di criticità. Tutte le scuole dell'Emilia-Romagna sono dotate di pc ad uso didattico, che sfiorano complessivamente quota 70.000 (di cui il 73% risulta collegato ad Internet prevalentemente con tecnologie xdsl). Tuttavia il numero di pc per 100 studenti è pari a 9 e di questi solo 6,6 sono collegati ad Internet e, soprattutto, sono ancora poco radicate la didattica interattiva e l'utilizzo del pc durante le lezioni.
La formazione universitaria ict registra un andamento relativamente stabile. La percentuale degli iscritti a corsi di laurea ict sul totale degli iscritti in Emilia-Romagna è risultata nel 2004 pari al 23,5%, leggermente in aumento rispetto agli anni precedenti, di poco inferiore alla media nazionale e marcatamente inferiore ai valori che caratterizzano le regioni europee tecnologicamente più evolute. Si osserva, inoltre, tra gli anni 2003 e 2004, una sostanziale stabilità sia del peso dei laureati in Emilia-Romagna sul totale dei laureati in Italia (10,16%), sia del peso di laureati Ict in Emilia-Romagna sul totale nazionale dei laureati Ict (10,50%), e quindi della specializzazione Ict.
Infine, la produzione scientifica della regione è notevolmente superiore alla media nazionale, anche a causa di una domanda di ricerca da parte del sistema produttivo locale in costante crescita. Le reti di relazione tra imprese, sistema universitario e scientifico sono risultate, negli ultimi anni, rafforzate.
Il settore Ict in Emilia-Romagna appare, coerentemente con l'andamento generale dell'economia regionale, in una situazione di stagnazione: una crescente incidenza delle imprese Ict in situazione di criticità accompagnata dalla deindustralizzazione del settore, mentre fonte di preoccupazione sono i fenomeni di delocalizzazione produttiva fuori dai confini nazionali. Il quadro migliora se si tiene conto della maggiore presenza di piccole e medie imprese rispetto alla media nazionale.
Questo potrà rappresentare una leva per lo sviluppo se si sapranno cogliere i vantaggi (derivanti da struttura e dimensione) della maggiore flessibilità delle medie imprese. Inoltre, si registra una diffusa attitudine imprenditoriale nel mondo Ict (23,2% di lavoratori indipendenti contro il 20,7% nazionale) e una forte spinta alla terziarizzazione del settore, che compensa, da un punto di vista occupazionale, la deindustrializzazione in atto.
Infine, il personale impiegato in ricerca e sviluppo e le risorse umane qualificate e laureate superano la media nazionale, così come la spesa in ricerca e sviluppo.
A livello di impresa, l'analisi evidenzia, in riferimento a tre settori industriali (meccanica, turismo e ict), una buona dotazione tecnologica generale ed ampi margini di miglioramento in termini di utilizzo della tecnologia e di Internet.