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Juice 5

La società dell'informazione in Emilia-Romagna. Sintesi dei dati 2009

Juice5 presenta alcuni tratti salienti della Società dell’Informazione in Emilia-Romagna relativi al 2009. In quest’anno, la ricerca acquista un’importanza particolare: da un lato giunge al termine la programmazione del Piano Telematico dell’Emilia-Romagna (PiTER 2007-2009), cui le attività di misurazione sono serventi; dall’altro si raggiunge il quinto anno di rilevazioni, inaugurate nel 2004 dopo un anno di sperimentazione su alcuni ambiti. È quindi un momento di bilancio che induce a osservare lo stato dell’arte registrato in passato e quali e quanti sono stati i cambiamenti avvenuti in questi anni.

Si è passati, infatti, dalla presentazione di alcuni indicatori per ognuno dei capitoli considerati ad una varietà di aspetti misurati all’interno del quadro di riferimento iniziale. Tale cambiamento se da un lato riflette una maggiore capacità di lettura dell’universo al quale si fa riferimento, dall’altro evidenzia la complessità e le molteplici sfaccettature che la diffusione della Società dell’Informazione va assumendo nel suo processo di crescita.

Nell’analisi della Pubblica Amministrazione on line ad esempio nel 2004 si misurava prevalentemente il livello di interattività dei servizi di e-government su indicazione dell’esperienza internazionale di e-Europe. Con il passare degli anni ci si è preoccupati di verificare quanto i servizi offerti erogassero tutte le fasi necessarie on line, quanto a questo scopo fosse utilizzata la multicanalità e che tipo di supporti fossero forniti ai cittadini per aiutarli nella fruizione del servizio stesso. Per fare questo si è anche chiesto ai cittadini direttamente cosa si aspettassero dai servizi on line della PA uscendo da un’autoreferenzialità che è tipica della storia della Pubblica Amministrazione e che rappresenta un vincolo importante alla promozione presso i cittadini di atteggiamenti alternativi come l’utilizzo dei servizi on line.

Alcuni grandi limiti allo sviluppo della Società del’Informazione rimangono ancora insuperati ma si assiste ad una loro graduale e costante erosione nella consapevolezza che tale processo per quanto lento è comunque inarrestabile. L’uso di Internet e delle tecnologie da parte dei cittadini, che è andato aumentando nel corso di questi anni, vede progressivamente diminuire il fattore generazionale come elemento di “barriera” all’uso della rete. Se nel 2005 il 31% dei cittadini regionali tra 45 e 64 anni erano utenti Internet, nel 2008 tale percentuale raggiunge il 44%. Anche il livello educativo, pur mantenendo il carattere di un elemento discriminante attenua la sua rilevanza. Erano solo il 2% infatti i cittadini che avendo solo la licenza elementare o meno nel 2005 navigavano in Internet a fronte di un14% nel 2008.

La sensazione che ne deriva è di come le tecnologie che caratterizzano la Società dell’Informazione stiano entrando seppur gradualmente a far parte della cultura degli ambiti sociali considerati ma che non siano ancora penetrati nel loro DNA. La maturità applicativa ed infrastrutturale delle imprese del territorio regionale evidenzia infatti come a fronte di un arricchimento delle possibilità generate da una maggior diffusione della larga banda i sistemi gestionali adottati siano ancora non più che elementari nel 48% delle aziende in regione. In questa “terra di mezzo” c’è difficoltà ancora ad avere una percezione concreta e misurabile degli impatti e delle potenzialità, relegando in quei casi il ruolo dell’ICT a supporto automatizzato di processi codificati sulle basi di paradigmi consolidati: si riduce così al minimo l’impatto sull’organizzazione e la produttività delle aziende, con la maggiore percezione quindi dell’aspetto relazionale ed informativo.

In questo quadro le tecnologie hanno un ruolo importante di facilitatore del processo: la disponibilità diffusa di connessioni a banda larga e la presenza di tecnologie wireless (WiMax e Hiperlan) ad un livello di sviluppo industriale consente di affrontare in modo alternativo il problema del digital divide in aree montane rappresentando un’alternativa praticabile. Entro certi limiti l’affacciarsi di tecnologie alternative ha anche aperto il mercato a player nuovi facendo intravedere una concorrenza potenziale su aree finora limitate a quelli tradizionali. Grazie a queste tecnologie si stima infatti che ad ottobre 2009 solo il 6,6% della popolazione sia completamente esclusa dall’accesso a servizi a banda larga.


Nel corso degli anni si è faticosamente e con costanza continuato a descrivere l’evoluzione della Società dell’Informazione in numerosi ambiti sociali (cittadini, imprese, scuole, mercato ICT, sanità etc.) e in quei contesti che contribuiscono a creare un ambiente favorevole al suo sviluppo come il mercato ICT, l’offerta di infrastrutture a banda larga, la ricerca. È una convinzione diffusa infatti che tutti gli ambiti considerati siano importanti e che un’ evoluzione complessiva di tutte le componenti sociali sia in grado di generare delle “economie di scopo” che non si possono tralasciare.

Allo stesso modo per quanto è stato possibile si è cercato di mantenere attivo il confronto con altre realtà nazionali o internazionali nella convinzione che il potersi “posizionare” nei confronti degli altri crei le condizioni affinché si operi per mantenere il territorio competitivo imparando anche dalle esperienze altrui. Le sfide che si stanno affrontando in materia di Società dell’Informazione sono comuni infatti alla maggior parte dei paesi europei e tra i temi di riferimento c’è quello della coesione sociale.

Lo sviluppo delle tecnologie dell’Informazione se da un lato crea le condizioni per una condivisione delle informazioni ed un ”avvicinamento” degli individui a livello planetario, nel suo procedere ha mantenuto se non accentuato le fratture già esistenti. Nella Pubblica Amministrazione negli ultimi 5 anni si è assistito ad una diminuzione di coesione “digitale” in numerosi territori provinciali dove a fronte di alcuni enti che hanno ampliato la gamma di servizi interattivi offerti ai loro cittadini (Piacenza) vi sono comuni i cui cittadini accedono a siti Web con informazioni limitate e nessun servizio. Lo stesso si può identificare per i cittadini, poiché il 54% della popolazione non è utente Internet a fronte di una percentuale di Internauti (pari al 17%) che carica su siti Web contenuti autoprodotti per condividerli in rete e che ha individuato nella rete il mezzo privilegiato di comunicazione e di fruizione dei contenuti culturali e di entertainment.

L’affresco variegato e complesso che viene delineandosi conferma l’utilità di un monitoraggio attento e costante dei fenomeni in atto in modo da poter mantenere il quadro conoscitivo completo ed aggiornato. Le azioni politiche hanno bisogno di questo quadro di riferimento per mantenere la barra su efficienza ed efficacia per l’intero sistema, e saper reagire con tempismo a quelloche cambia e si evolve.

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