Juice 6

La società dell'informazione in Emilia-Romagna. Anno di riferimento 2009-2010

copertina volume Juice 6Premessa

Con Juice6 anche quest’anno arriviamo all’appuntamento che ci vede presentare alcuni tratti della Società dell’Informazione nel nostro territorio. Quest’anno la pubblicazione del volume si inserisce in un contesto di crisi che perdura nel nostro paese e alla quale si è scelto di rispondere anche con significativi tagli alla spesa pubblica che graveranno pesantemente sugli enti locali.

In tale contesto ci siamo chiesti quali erano i temi “caldi” per quanto riguardava la diffusione della società dell’informazione, che emergono dalla lettura dei dati, verso i quali fosse necessario mantenere alta l’attenzione per non ridurre le potenzialità di un futuro sviluppo anche nella nostra regione. Tra questi il ritardo nella diffusione dell’uso di Internet e delle tecnologie da parte dei cittadini in Emilia-Romagna che – anche se in misura minore rispetto alla media nazionale – è significativo se confrontato con quanto avviene negli altri stati europei sia che appartengano all’area mediterranea, come Francia e Spagna, e continentale come molti dei paesi nuovi entrati. L’utilizzo delle potenzialità derivate dalla rete e dalle tecnologie in generale risulta quindi fortemente sottoutilizzata soprattutto nelle fasce di età compresa tra i 45 ed i 64 anni, età che vede la maggioranza degli appartenenti ancora attivi anche nel mondo del lavoro. Questo aspetto è confermato anche tra le imprese: confrontando – sempre a livello europeo – il numero di addetti che utilizzano Internet all’interno delle aziende durante l’attività lavorativa si evidenzia una distanza di 8 punti percentuali con quanto avviene nelle altre imprese a livello europeo. L’uso delle tecnologie, che da più parti viene indicato come elemento propulsore di crescita e sviluppo nei paesi avanzati non è ancora diffusamente nel DNA degli attori importanti del nostro tessuto sociale ed è un elemento di debolezza lontano dall’essere superato.

Un altro tema importante che emerge dal monitoraggio annuale dei dati disponibili è il permanere di “divari digitali” che caratterizzano il nostro territorio. Lo sviluppo delle tecnologie dell’Informazione se da un lato crea le condizioni per una condivisione delle informazioni ed un ”avvicinamento” di enti ed individui a livello planetario, nel suo procedere mantiene se non accentua le fratture già esistenti. Non ci si riferisce prioritariamente alla disponibilità di infrastrutture telematiche che, nella nostra regione, è in media con il livello italiano ed è nettamente superiore per quanto riguarda quelle per la PA.

Ci si focalizza invece sulle differenze in termini di qualità dei siti e dei servizi – ad esempio della PA – tra Comuni di grandi dimensioni e di quelli al di sotto dei 15.000 abitanti. Oppure alle differenze tra la maturità “digitale” di alcuni territori provinciali come quello di Bologna e di Ravenna dove numerosi enti hanno siti ricchi di informazioni e servizi interattivi e quello di Modena e Piacenza dove solo i Comuni di maggiore dimensione sono “maturi” a livello digitale.

Le diverse sensibilità delle PA del territorio su questi temi rendono quindi difficili la creazione di economie di scala fruibili a livello di sistema regionale nonché un reale efficientamento del sistema PA anche nelle relazioni con i cittadini e le imprese.

Infine si sottolinea la diffusione crescente dei nuovi media, con la fruizione di internet in mobilità, e l’uso dei social network che aprono la strada a nuovi modelli relazionali nella nostra società. Tali modelli, se opportunamente coltivati, possono dar vita a nuove opportunità di crescita in linea con quanto sta avvenendo in altri paesi europei.

 

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