Che cos'è PITER?

Il Piano Telematico dell’Emilia-Romagna (PiTER) è il principale elemento di programmazione della Regione Emilia-Romagna e degli enti locali del territorio regionale, per favorire lo sviluppo territoriale della società dell'informazione. Il programma è un concreto contributo al raggiungimento dei traguardi fissati dall'Agenda di Lisbona, che intende fare dell'Unione Europea l'economia più dinamica e competitiva del mondo, puntando sullo sviluppo della società dell’informazione entro il 2010.

La programmazione del PiTER avviene ogni tre anni con la definizione di apposite Linee Guida, realizzate in osservanza a quanto previsto dalla Legge regionale 11/2004 “Sviluppo della società dell'informazione”. La legge è stata emanata dalla Regione Emilia-Romagna per promuovere, di concerto con il sistema degli enti locali, le potenzialità delle ICT a supporto della società della conoscenza e dello sviluppo di una amministrazione digitale al servizio dei cittadini e delle imprese del territorio.

Le Linee Guida sono il punto di riferimento per la definizione dei programmi operativi annuali. È con questi ultimi che la Regione e gli enti locali definiscono le specifiche azioni di intervento e i budget necessari alla loro realizzazione.

La ultime Linee Guida emanate fanno riferimento al triennio 2007-2009 e sono state approvate dall'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna nel maggio 2007. Per la loro realizzazione, la Regione Emilia-Romagna e gli enti locali del territorio hanno disposto un budget di investimenti pari a circa 200 milioni di euro.  

L’ultimo Programma operativo del PiTER fa riferimento al 2009 ed è stato approvato dalla Giunta Regionale nel giugno dello stesso anno.

Il PiTER 2007-2009 si pone i seguenti obiettivi principali:

  • promuovere una società dell'informazione più ampia e articolata, non limitandosi ai soli aspetti tecnologici, ma anche con specifiche iniziative di stampo culturale e formativo;
  • costruire una community network degli enti locali, per assicurare pari opportunità di crescita e sviluppo, e una più efficace attività di contrasto al digitale divide, nell’intero territorio regionale.

Per il raggiungimento di questi obiettivi, la programmazione è stata definita tenendo fede ai seguenti principi e caratteristiche:

  • programmazione regionale, non Regionale
    tutti gli enti locali sono direttamente coinvolti nella definizione e nello sviluppo dei progetti, e questo li rende realmente adeguati alle vere necessità dei territori; il coinvolgimento non è limitato alle sole decisioni, ma riguarda anche la responsabilità dei risultati raggiunti;
  • programmazione multi-settoriale, non verticale
    nella definizione degli obiettivi si includono tutte le attività e i progetti ICT pianificati dalla diverse Direzioni Generali e aziende regionali (sanità, attività produttive, turismo, istruzione, lavoro, ambiente, ….): così facendo, si evitano sovrapposizioni e si converge su obiettivi comuni;
  • programmazione inclusiva, di supporto agli enti locali
    per evitare la duplicazione degli investimenti e per rendere effettivamente interoperabili i  back office, l’identificazione, il coordinamento e l’approvvigionamento dei servizi tecnologici avvengono tenendo sempre conto delle disponibilità e delle esigenze degli enti locali, e in particolar modo di quelli di minori dimensioni, che hanno un maggiore bisogno di essere supportati per digitalizzare il proprio operato:
  • programmazione costantemente monitorata
    un sistema informatico è specificamente dedicato alla misura dello stato di avanzamento dei singoli progetti co-finanziati nei piani operativi; questo permette di tenere traccia puntualmente di quanto realizzato e dei risultati raggiunti, e di intervenire, laddove richiesto, per apportare modifiche necessarie al conseguimento degli obiettivi fissati.
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