Che cos'è PiTER?

Il Piano Telematico dell’Emilia-Romagna (PiTER) è il principale elemento di programmazione della Regione Emilia-Romagna e degli enti locali del territorio regionale, per favorire lo sviluppo territoriale della società dell'informazione. Il programma è un concreto contributo al raggiungimento dei traguardi fissati dall'Agenda Digitale Europea, che intende rafforzare la competitività dell'Unione Europea puntando sull'innovazione, i saperi e l'economia della conoscenza.

La programmazione del PiTER avviene ogni tre anni con la definizione di apposite Linee Guida, realizzate in osservanza di quanto previsto dalla Legge regionale 11/2004 “Sviluppo della società dell'informazione”. La legge è stata emanata dalla Regione Emilia-Romagna per promuovere, di concerto con il sistema degli enti locali, le potenzialità delle nuove tecnologie per favorire lo sviluppo della società dell’informazione e di una amministrazione digitale al servizio dei cittadini e delle imprese del territorio.

Le Linee Guida sono il punto di riferimento per la definizione dei programmi operativi annuali: è con questi ultimi che la Regione e gli enti locali definiscono le specifiche azioni di intervento e i budget necessari alla loro realizzazione.

Le ultime Linee Guida emanate fanno riferimento al triennio 2011-2013, sono frutto di un lungo e approfondito percorso di co-decisione tra la Regione, gli enti locali e gli altri portatori di interesse, e sono state approvate dall'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna il 27 luglio 2011.

Il PiTER 2011-2013 si pone i seguenti obiettivi principali:

  • puntare alla massima valorizzazione e messa a sistema dell’esistente, ossia di quanto realizzato con le precedenti programmazioni triennali, in un ottica di risparmio e razionalizzazione delle risorse indispensabile a fronte dell’attuale crisi economica e dei conti pubblici;
  • dare centralità alla sostenibilità dei progetti, valutando e stabilendo con certezza e a priori i tempi per la loro realizzazione, i risultati che dovrebbero garantire e le risorse necessarie per la loro realizzazione;
  • promuovere e incentivare le partnership pubblico-privato per il reperimento delle risorse necessarie alla realizzazione dei progetti;
  • realizzare una programmazione regionale con la r minuscola, ossia massimamente condivisa tra la Regione e gli enti locali, così come già avvenuto per l’elaborazione delle Linee Guida, puntando su ruoli di coordinamento, messa a sistema e razionalizzazione da parte della Regione e degli altri enti di governance regionale (coordinamento del Piano Telematico, Community Network, Lepida, ecc.), e azione nei territori da parte degli enti locali per la promozione e realizzazione dei progetti di innovazione e dei servizi digitali;
  • spostare il fuoco dell’attenzione dalle infrastrutture e dalla digitalizzazione delle amministrazioni, obiettivi che saranno comunque perseguiti e potenziati, alla fornitura di servizi avanzati e integrati ai cittadini alle imprese, sfruttando e potenziando le stesse infrastrutture e i back office digitali citati in precedenza;
  • affermare, come indicato nelle Linee Guida, una serie di diritti di cittadinanza digitale considerati ormai indispensabili per la piena e completa affermazione della società dell’informazione (accesso alle reti tecnologiche; accesso all’informazione e alla conoscenza; accesso ai servizi alla persona e alle imprese; accesso ai dati; intelligenza diffusa nel territorio urbano).
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