2007 Regione Emilia-Romagna e Istat, Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione nelle amministrazioni locali 2007
Principali evidenze
Front office: capillare la presenza sul web delle PA locali
Ad una prima valutazione dei contenuti disponibili sul sito si evidenzia come solo il 30% dei Comuni disponga di siti ricchi di informazioni e di servizi. All’estremo opposto circa il 10% ha solo una struttura basa o al massimo fornisce informazioni turistiche.
Cresce, al di sopra della media regionale, con +6 punti percentuali rispetto al 2006, il livello di qualità dei siti della PA nei Comuni con popolazione tra 5.000 e 15.000 abitanti e con +7 punti percentuali quella dei Comuni con una popolazione tra i 15.000 e 50.000 abitanti. 189 Comuni su 341 hanno una media di qualità superiore al 50% e solo 4 sono sotto zero.
Dei Comuni registrati, il 90% ha effettuato acquisti sulla piattaforma con un aumento di 11 punti percentuali rispetto allo scorso anno; +15 punti percentuali aumenta rispetto al 2006 la disponibilità sul web di funzionalità relative ai Sistemi Informativi Territoriali (SIT) e +7 punti percentuali quelle riconducibili agli Sportelli Unici per l’Edilizia (SUE). Tali uffici virtuali sono presenti in Emilia-Romagna nel 39% e nel 32% dei Comuni.
I servizi della PA on line vengono valutati attraverso la metodologia di misurazione del benchmarking eEurope, arricchita di altre misurazioni tendenti alla valutazione dell’esaustività, della completezza e della personalizzazione del servizio. L’aumento della media regionale di interattività (+8 punti percentuali rispetto al 2006) è diffuso in tutti gli ambiti provinciali: da un minimo di +6 punti percentuali nelle province di Ferrara e Ravenna, ad un massimo di +12 punti percentuali delle province di Piacenza e Forlì-Cesena.
In Emilia-Romagna eccelle il servizio di prestito nelle biblioteche via Internet con un livello di interattività dei servizi offerti in regione pari al 92% (+12 punti percentuali) rispetto alla media nazionale e (+17 punti percentuali) rispetto alla media UE. +41 i Comuni che offrono 2-3 servizi interattivi rispetto al 2006; +6 i Comuni con 4-5 servizi o più. I Comuni che non offrono servizi on line sono in provincia di Piacenza (10) e di Modena (2): hanno tutti meno di 3.000 abitanti e sono situati in aree che non sono ancora raggiunte da tecnologie a bana larga (ADSL).
Sotto il profilo dell’esaustività (parametro che verifica la presenza di tutti gli indicatori dell’interattività indipendentemente dal livello di eEurope raggiunto) la media regionale è dell’82% (+12 punti percentuali); 53% (+9 punti percentuali rispetto al 2006) è invece la media di completezza (parametro che misura la presenza di servizi completi, cioè dotati di strumenti accessori per garantire all’utente la maggior informazione possibile sullo stato di una pratica) dei servizi on line in regione.
Nei servizi effettivamente interattivi (alemno al livello 3 di eEurope) è diffusa la presenza di strumenti per la gestione personalizzata dei rapporti con i cittadini e le imprese. Il riconoscimento dell’utente e la pre-compilazione dei moduli dopo l’accesso al servizio è presente nel 47% dei casi per il pagamento della TARSU/Tia, nel 58% dei casi per il prestito delle biblioteche e nel 56% dei casi dei servizi d’iscrizione all’asilo nido.
Il 33% (+9 punti percentuali rispetto al 2006) è la media regionale di accessibilità dei siti web della PA locale relativa alla presenza di indicatori dichiarati (come i bollini W3C livello A o superiori, W3C XHTML; W3C CCS; dichiarazione L. 4/2004; Versione accessibile del sito; Bollino CNIPA). Ravenna è il territorio che ha maggiormente curato gli aspetti dell’accessibilità.
Il 57% (+7 punti percentuali rispetto al 2006) è la media di usabilità dei siti della PA a livello regionale. 96 enti sui 403 misurati hanno sui loro siti 6 indicatori sui 7 selezionati (presenza di software di utilità, mappa del sito, motori di ricerca funzionanti con una o più parole, presenza di un percorso di navigazione, grafica coordinata e link homepage).
Multicanalità: sono il 13% i siti istituzionali che indicano un canale alternativo al web, soprattutto SMS e numero verde, che consente normalmente un semplice accesso alle informazioni generali. Tra questi il Comune di Ferrara indicava tre canali sul sito. Il 40% dei Comuni utilizza un canale aggiuntivo al web nell’erogazione di servizi di propria competenza. Sono i Comuni di Collecchio (PR), Reggio Emilia, Cavezzo (MO) e Castelfranco Emilia (MO), a presentare il maggior numero di canali disponibili.
Back office: le PA emiliano-romagnole eccellono nel contesto italiano per l’uso di tecnologie ICT nei processi e nelle funzioni interne all’Ente
Organizzazione ICT: il 60% dei Comuni può fare riferimento ad uffici informatica istituiti interni all’Ente o nell’ambito di una gestione associata; 33% dei Comuni hanno un ufficio informatica formalmente istituito come unità autonoma organizzativa interna (un punto in più in percentuale rispetto all’anno passato).
Comuni e formazione ICT: il 40% ha organizzato attività formative per i propri dipendenti nel corso del 2006 (+5 punti rispetto al 2004). In circa metà dei Comuni opera almeno un dipendente specializzato addetto alle ICT, con un buon miglioramento rispetto al 2005. Nei Comuni emiliano-romagnoli vi sono, in media, 1,6 addetti ICT ogni 100 dipendenti, valore leggermente al di sotto della media nazionale (1,9).
Connessione a Internet in banda larga: sono l’87% i Comuni con accesso a banda larga con velocità di trasmissione uguale o superiore a 2 Mb/s (+33 punti percentuali rispetto al 2005). L’Emilia-Romagna ha la percentuale (87%), sul totale di Comuni con Internet, migliore d’Italia, seguita dalla Toscana (85%) e dalla Provincia autonoma di Bolzano (75%).
Il 58% sono i Comuni della regione che dichiarano di utilizzare software rilasciato sotto licenza open source (+20 punti percentuali rispetto al 2005); il 97% sono i Comuni dotati di una rete interna (LAN – Local Area Network) e nel 27% dei Comuni sono presenti sia reti cablate che senza fili. I Comuni che si avvalgono di software open source sono invece solo poco più di un terzo sull’intero territorio nazionale; l’indagine EROSS conferma tali dati ed evidenzia inoltre il fenomeno di “utilizzo inconsapevole” si software open source che interessa il 18,5% Comuni emiliano-romagnaoli.
Informatizzazione delle funzioni dell’Ente: 7 su 13 tra quelle considerate risultano informatizzate in più dell’85% dei Comuni. In particolare facciamo riferimento ad anagrafe e stato civile (100%), gestione contabilità economica e finanziaria (99%), gestione protocollo (98%) e gestione tributi (97%). Solo il 30% dei Comuni emiliano-romagnoli ha invece informatizzato la gestione di bandi e concorsi.
Strumenti per l’amministrazione digitale: sono il 92% i Comuni provvisti di soluzioni di protocollo informatico (situazione stabile rispetto al 2005); il 34% sono i Comuni provvisti di soluzioni avanzate di protocollo informatico (+1 rispetto al 2005). 63% sono poi i Comuni con almeno un dipendente con certificato di firma digitale (+12 punti percentuali rispetto al 2005); il 65% quelli che utilizzano servizi di posta elettronica certificata.
La spesa in ICT sul complesso degli investimenti comunali nel 2006 è pari a meno dell’1% del budget. La stima della spesa ICT nei Comuni per l’anno 2006 vede sulle stesse percentuali sia i Comuni con più di 50.000 abitanti che quelli con un numero di abitanti dai 15.000 e 50.000, con valori simili per i Comuni più piccoli. La spesa media in ICT per abitante da parte dei Comuni della regione è di 11,5 euro.
