2007 BENCH 12.1 Primo rapporto 2007: offerta e domanda dei servizi di e-government in Emilia-Romagna
Principali evidenze
Per quanto riguarda la presenza on line dei Comuni dell’Emilia-Romagna, sono ancora tre quelli che non dispongono di un sito web. Il 95% dei Comuni ha un proprio dominio, contro il 92% dello scorso anno. La maggior parte dei Comuni con un sito ospitato è di tipo montano, e infatti la presenza è garantita da pagine web all’interno dei siti delle Comunità Montane o delle Unioni di Comuni.
La qualità media dei Comuni emiliano-romagnoli nel 2006 è complessivamente migliorata, con un numero considerevole di Comuni che raggiungono o superano il 50% di stato avanzato. Il primato spetta a 3 Comuni capoluogo (Piacenza, Modena e Bologna), che raggiungono il 96%. Il primo comune non capoluogo a raggiungere i livelli più alti è la modenese Carpi (92%). Tra le Province il primato spetta all’Amministrazione provinciale di Bologna (87%).
Le medie regionali sulle famiglie di indicatori fanno emergere una situazione in progressivo miglioramento per quanto concerne la qualità specifica dei siti web per famiglie di indicatori. La media più alta è ancora appannaggio della trasparenza (55%, +7 punti confronto al 2005-2006); seguono l’e-democracy (51%, +3 punti) e la relazionalità del sito (50%, + 7 punti). Il valore più basso spetta al multiculturalismo (12%, + 3 punti) e all’orientamento dell’utenza (12%, + 2 punti).
Per quanto concerne la qualità dell’e-democracy, vediamo che l’aumento maggiore degli indicatori è rilevato nelle province di Ferrara (+ 11%) e Forlì-Cesena (+ 8%). La trasparenza mostra miglioramenti in particolare per la maggiore disponibilità di tutti gli indirizzi e-mail del personale o degli uffici (+ 12%). Sotto il profilo del multiculturalismo, le Province più attive sono ancora quelle di Ferrara e Forlì-Cesena; le medie regionali relative alle qualità delle pagine in lingua straniera si attestano sul 12% (+ 3 punti rispetto al 2005-2006).
Sul fronte dell’interattività dei servizi pubblici on line si nota un lieve incremento a livello regionale (dal 62% al 63%). Alcuni Comuni hanno oramai raggiunto un livello di interattività molto elevato (dal 75 al 99%: Parma, Modena, Argenta e Riccione). Tra i singoli servizi sottolineiamo l’aumento del 14% della scelta del medico di base, del 9% della prenotazione delle visite mediche e l’aumento del 8% per il servizio del carburante agevolato per utenti motori agricoli (UMA).
L’interattività medie dei servizi di competenza comunale sta progressivamente aumentando; tuttavia, in nessuna delle nove province, la coesione territoriale aumenta continuamente negli ultimi quattro anni analizzati. Ne sono prova le situazioni delle province di Piacenza, Bologna e Parma, dove i Comuni che presentano performance più elevate migliorano decisamente, mentre i Comuni più in difficoltà vedono aumentare il proprio ritardo. Al polo opposto sta la provincia di Ravenna, dove una progressione graduale ha salvaguardato l’omogeneità del servizio offerto dai Comuni del territorio.
Un indicatore del livello di qualità/quantità dei servizi erogati dai siti web è quello della completezza: alcuni servizi, come l’iscrizione al registro delle imprese, raggiungono valori assoluti (100%), altri, come i corsi di formazione, più modesti (38%). Anche la personalizzazione del servizio è un altro indicatore importante: riguarda elementi quali l’autenticazione, dove in regione si ottengono risultati più elevati in tutti i servizi (tra il 42% del prestito libri on line al 100% della prenotazione visite mediche).
Sotto il profilo dell’accessibilità, per quanto riguarda i dati complessivi dei Comuni, si sottolinea come la situazione sia abbastanza disomogenea, con molti casi di totale mancanza di indicatori oggettivi di accessibilità: non a caso, sono ben 195 i Comuni senza nessun indicatore (57% del totale). Esistono tuttavia delle tendenze positive, come l’area di Ravenna che risulta prevalentemente coperta. In tre Comuni tutti gli indicatori risultano verificati: Sant’Agostino (FE), San Mauro Pascoli (FO-CE) e Pianoro (BO).
Per quanto riguarda l’usabilità, l’ambito provinciale migliore è ancora una volta quello di Ravenna, che supera di 11 punti la media regionale complessiva (50%), mentre quello peggiore risulta essere Piacenza, con solo un 37%. Gli altri ambiti provinciali si pongono tutti nei pressi della media regionale (dal 45% di Forlì-Cesena, al 58% di Modena). Per quanto riguarda i Comuni, solo 21 non hanno soddisfatto alcun indicatore di usabilità e ben 12 raggiungono invece il 100%.
Da un confronto con le situazioni delle altre regioni italiane, notiamo, tra gli elementi più interessanti, come la crescita dei servizi disponibili sia particolarmente evidente tra e classi 15-20 mila abitanti a 50-100 mila abitanti; a differenza di quanto avviene nel resto d’Italia, i nostri Comuni di media dimensione denotano prestazioni di rilievo se paragonati alla media dei loro “simili” nelle altre regioni (infatti in medi i siti istituzionali emiliano-romagnoli offrono 10,8 servizi contro una media nazionale di 6,1 servizi per territorio comunale).
