Introduzione al Floss
Nozioni preliminari
Per addentrarsi con chiarezza in questo campo sono necessarie alcune nozioni preliminari. Ecco una lista di termini utili:
- Software: un programma che fa eseguire specifici compiti ad un computer.
- Codice sorgente: è un insieme di istruzioni la cui struttura risulta comprensibile ed interpretabile dall’uomo.
- Codice oggetto (binario): è la traduzione del codice sorgente in linguaggio macchina (ovvero in 0 e 1) comprensibile solo dall’elaboratore. Volendo fare un paragone, mentre il codice sorgente corrisponde al progetto di una casa, il codice oggetto corrisponde alla casa vera e propria.
- Diritto d’autore (copyright): è un istituto che attribuisce all’autore di un'opera dell’ingegno un insieme di facoltà e lo sfruttamento economico. Il diritto nasce al momento della creazione. Non vi è quindi l’obbligo del deposito, della registrazione o della pubblicazione dell’opera.
- Licenza informatica: è il contratto che accompagna un prodotto software. Tale contratto specifica le modalità con cui l’utente può usare il prodotto, garantendo diritti ed imponendo obblighi.
- Software proprietario: è quello che ha restrizioni sul suo utilizzo solitamente imposte dal proprietario tramite mezzi tecnici e/o giuridici.
Cenni storici
Negli anni 50-60-70 il codice sorgente veniva distribuito in maniera sostanzialmente libera. Con l’introduzione dei sistemi operativi, i programmi divennero sempre più “portabili”; il medesimo sistema operativo veniva in pratica offerto dal produttore di diversi modelli di elaboratori. Il software diventò sempre più complesso da realizzare e le aziende produttrici scelsero di non distribuire più i codici sorgente.
Gli anni 80 sono caratterizzati da alcuni eventi importanti, tra i quali l’introduzione nel mercato di quello che verrà chiamato Personal Computer (PC), ovvero un elaboratore con un proprio processore, concepito per essere utilizzato da un solo utente per volta. L’attività di sviluppo del software passa dall’Università alle aziende private che fecero grande uso di sistemi giuridici e contrattuali che portarono all’annullamento della condivisione e dello scambio di codice. Le aziende cominciavano ad utilizzare la legge sul diritto d’autore e gli utenti non ebbero più a disposizione il codice sorgente. Da qui il modello del business ancora oggi dominante: il software proprietario su licenza. Fu in questo contesto che nel 1985 Richard Stallman decise di fondare Free Software Foundation (Fsf), un’organizzazione senza fini di lucro che aveva l’obiettivo di sviluppare e distribuire software libero dalle limitazioni imposte da licenze di non divulgazione. La Fsf elaborò quindi un progetto chiamato GNU, acronimo che contemporaneamente collegava e distingueva il progetto dallo UNIX, un sistema operativo esistente: “GNU’s Not Unix”. Viene quindi predisposta la GNU General Public License (GPL), la prima licenza per il software di tipo permissivo “al fine di assicurare che i programmi siano liberi per tutti gli utenti” (dal manifesto della GNU GPL).
Negli anni 90, con la diffusione del prodotto HTTP e la nascita dei primi browser internet comincia ad espandersi, prima in ambito accademico, poi tra i privati. Linus Torvalds, studente all’Università di Helsinki, iniziò a sviluppare un kernel, distribuendo e condividendo il proprio lavoro attraverso internet. Nacque così il kernel Linux, che fu distribuito fin da subito con una licenza liberale, andando a completare il lavoro svolto sino a quel momento dalla FSF e costituendo il sistema operativo libero GNU-Linux. Linux è il primo progetto di sviluppo software che per progredire ed evolvere fece essenzialmente affidamento sulla collaborazione via Internet. Nel 1997 B. Perens, E. S. Raymondo e S. Ockman crearono una sorta di “lobby” a favore di una ridefinizione ideologia del free software che doveva evidenziare i vantaggi di quest’ultima per le aziende. Viene così coniato il termine “open source” (sorgente aperto) e nasce la Open Source Iniziative. Da ora esistono due movimenti molto simili ma distinti (free software e open source software) attivi entrambi per favorire lo sviluppo cooperativo e la condivisione software.
Software libero
Software libero (free): si riferisce alla libertà dell’utente di eseguire, copiare, distribuire, studiare, cambiare e migliorare il software. Quello che conta è lo scopo dell’utente e non dello sviluppatore. L’accesso è condizione necessaria per questo tipo di software; la parola “libero” non implica però la possibilità di utilizzare il software in maniera indiscriminata (il software libero è comunque soggetto ad una licenza d’uso).
Software a sorgente aperto (open source): è tale se la licenza con cui è distribuito ne permette non solo l’uso e la copia, ma anche la modifica, l’ampliamento, l’elaborazione, la vendita e quant’altro, senza imporre obblighi di ricompensa economica. Scopo principale dell’open source non è la gratuità del software, ma la sua sopravvivenza, ovvero la certezza che vi sia la possibilità per chiunque e sempre di apportare modifiche nonché di istallarlo senza alcuna limitazione.
Il Floss ha come obiettivo non tanto di garantire la gratuità del software, ma soprattutto la sua sopravvivenza, ovvero la certezza che vi sia la possibilità per chiunque e sempre di apportare modifiche nonché di istallarlo senza alcuna limitazione. La fondazione Open Source Initiative (OSI) riconosce e certifica una licenza quale open source se essa risponde alle caratteristiche riportate nella Open Source definition. La versione 1.9 di tale definizione prevede che si possa parlare di licenze open source nel caso in cui la distribuzione del programma soddisfi i seguenti criteri:
- La licenza non più limitare alcuno nel vendere, cedere o donare il software;
- Il programma deve includere il codice sorgente e deve garantirne la distribuzione insieme alla sua versione compilata;
- La licenza ne deve permettere la creazione di prodotti derivati;
- L’integrità del codice sorgente deve essere rispettata;
- La licenza non deve discriminare persone o gruppi;
- Non devono esistere discriminazioni contro campi di applicazione;
- La licenza deve essere distribuita liberamente;
- La licenza non deve essere specifica ad un prodotto;
- La licenza non deve porre vincoli su un altro software;
- La licenza deve essere tecnologicamente neutrale.
Dal punto di vista dell’utente finale il Floos presenta questi vantaggi:
- Possibilità di accedere al codice sorgente e diritto di modificarlo: quindi personalizzazione;
- Possibilità di modifiche realizzate direttamente dall’utente;
- Accessibilità al codice: uso di standard di interscambio e formati di archiviazione aperti;
- Ridottissimo costo di acquisizione.
Le imprese private o i professionisti che produco software o che commercializzano servizi di assistenza ICT trovano nel Floss i seguenti vantaggi:
- Il software libero già disponibile rappresenta un patrimonio di conoscenza (codice) e strumenti direttamente utilizzabili per rispondere alle esigenze del cliente;
- L’eliminazione o la riduzione di effetti di lock-in dell’utente permette a nuove società o professionisti di proporsi sul mercato e di ottenere spazi;
- Ridottissimo costo di acquisizione dei fattori di produzione di un nuovo software.
Il Floss nelle Pubbliche Amministrazioni
La PA è oggi uno dei maggiori consumatori di tecnologia per la comunicazione e con la sua azione sostiene la crescita del mercato. In questo contesto il Floss può costituire una alternativa che presenta indubbi vantaggi, anche se, a causa di un’asimmetria informativa, è penalizzato rispetto al software “proprietario”. Molte piccole amministrazioni non conoscono questi prodotti e non operano valutazioni comparative nelle fasi di scelta e acquisizione. Bisogna quindi favorire la disponibilità all’uso e alla conoscenza delle tecnologie in ogni ambito della PA. Di seguito elenchiamo schematicamente i vantaggi diretti che le PA possono avere con l’introduzione del Floss:
- Risparmio economico;
- Riuso sostanziale del software;
- Diretta gestione dei livelli di sicurezza;
- Incremento nelle competenze e dell’indipendenza operativa del personale;
- Effettiva interoperabilità;
- Integrità e disponibilità dei dati nel tempo;
- Elevata disponibilità di prodotti aggiornati allo stato dell’arte;
Esistono anche alcuni vantaggi indiretti che una PA può avere con la diffusione del Floss:
- Incremento del livello di indipendenza del settore Ict nazionale (o regionale);
- Riduzione dei fenomeni di pirateria;
- Diffusione di una cultura della conoscenza libera e condivisa;
- Inclusione sociale e digitale.
Il Floss e la legislazione
Negli ultimi anni la politica, per mezzo di un’apposita legislazione, ha preso atto dell’importanza del Floss e ha definito alcune azioni a supporto dell’utilizzo nella PA della tecnologia open source:
- Unione europea: nel dicembre 1999 la Commissione Europea trovò spazio anche per il Floss riconoscendolo come uno dei temi centrali per lo sviluppo dei servizi di e-government europei.
- Italia: con la legge 340/2000 le PA sono identificate come titolari di programmi applicativi realizzati su specifiche indicazioni ed hanno facoltà di darli in uso gratuito ad altre Amministrazioni pubbliche, che li adattano alle proprie esigenze. Pochi anni dopo – 2002 – il Floss viene previsto ufficialmente nel documento programmatico del Governo Berlusconi (“Linee guida del governo per lo sviluppo della società dell’informazione nella legislatura”). Nel 2003 il ministro Stanca emana la direttiva “Sviluppo ed utilizzo dei programmi informatici da parte delle PA” il cui contenuto diviene la base delle disposizioni in materia Floss contenute nel Decreto Legislativo del 7 marzo 2005, n. 82 (Codice amministrazione digitale): l’articolo 68, primo comma, il Codice prevede che “le PA acquisiscono, secondo le procedure previste dall’ordinamento, programmi informatici a seguito di una valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico tra le seguenti soluzioni disponibili sul mercato”: la comparazione si configura come un obbligo delle PA. Il primo atto formale del Governo Prodi in appoggio esplicito al Floss è contenuto nell’articolo 491 della Legge Finanziaria 2007 che destina un finanziamento per progetti finalizzati allo sviluppo della società dell’informazione. Nel marzo del 2007 vengono presentate le “Linee strategiche per il sistema nazionale di e-government”, predisposte dal Ministero per le Riforme e le Innovazioni nella PA. Con l’obiettivo di esaminare gli aspetti tecnici, economici e organizzativi dell’utilizzo del Floss nella PA, nel giugno 2007, è stata istituita la “Commissione per il software a codice sorgente aperto open source nella PA”.
- Emilia Romagna: nel 2004 nella Legge Regionale 11 “Sviluppo regionale della società dell’informazione” si riferimento indiretto al Floss (art. 3) come obiettivo specifico da perseguire. Negli anni seguenti vedono la luce due progetti che hanno ad oggetto il Floss e la sua diffusione nelle PA e nelle imprese regionali. Le due iniziative sono espressioni di altrettante programmazioni: il “Programma regionale per la ricerca industriale, innovazione e trasferimento tecnologico” e il “Piano telematico Regionale 2002-2005”. Esse operano attività di studio, raccolta, analisi e divulgazione di dati. In particolare: “Osservatorio per l’innovazione e il trasferimento tecnologico sul software open source (Oitos)” e “Emilia Romagna open source survey” (Eross). Un certo numero di Comuni emiliano-romagnoli hanno predisposto atti formali che regolamentano l’uso del Floss.
Conclusione
Il basso costo di acquisizione, la libera trasferibilità, la trasparenza del codice d’uso di standard aperti che semplificano l’interoperabilità si sommano ai risultati indiretti come il raggiungimento di un più elevato livello di indipendenza e consistenza del settore IT nazionale. Solo attraverso azioni di sistema di tipo regolamentativo ed informativo è possibile rendere le amministrazioni “libere” di compiere scelte autonome e indipendenti e contemporaneamente sviluppare il Floss. Risulta indispensabile che il sistema delle PA prenda una decisione chiara e definitiva a favore degli “standard aperti” e dei “formati aperti”. Per far ciò la PA deve dotarsi di regole vincolanti per l’acquisizione e lo sviluppo interno dei software. Definiti i metodi, sarà il mercato a proporre alle PA i prodotti che meglio ne soddisfano le esigenze. Uso del Floss è stato individuato dalla Regione ER come oggetto di interesse nella programmazione 2008-2009. Attraverso il progetto Eross vengono fornite iniziative informative di sistema che offrano anche strumenti di valutazione e indicazioni concrete di supporto alle scelte in materia di Floss.
