FLOSS (free, libre, open source software)
Introduzione al Floss
- Le parole di Floss: software, codici sorgente ed oggetto, diritto d’autore, licenza informatica e software proprietari
- Storia del Floss: un’evoluzione che parte dagli anni 50 fino ad oggi
- Software libero e software a sorgente aperto: momenti fondamentali della “libertà on line”
- Lo scopo del Floss : garantire la gratuità e la sopravvivenza del software
- I vantaggi del Floss: personalizzazione, interscambio e contenimento dei costi
- Floss e PA: un’alternativa efficace ed efficiente per la modernizzazione
- Politiche ed interventi: UE, Italia ed Emilia-Romagna
- Prospettive future: semplificazione, indipendenza, consistenza attraverso l’ICT
Approfondisci le evidenze emerse dall’indagine e dall’analisi dei dati raccolti
2008 Eross PA: questionario e interviste
- 269 Comuni hanno risposto al questionario inviato (79%)
- Indagine su due tipologie di software: client/desktop e server
- Scopo delle interviste: calcolare un indice di intensità d’utilizzo del FLOSS
- Due Comuni emiliano-romagnoli su tre (63%) dichiarano di utilizzare FLOSS
- Sono i Comuni compresi nelle fasce con popolazione fra 3.000 e 15.000 abitanti che paiono fare un uso del FLOSS meno intenso
- Utilizzo di software client/desktop: sopra la media regionale i Comuni di Rimini, Bologna e Modena; la diffusione resta comunque piuttosto limitata
- CMS (sistemi di gestione dei contenuti Web): sono 98 i Comuni che hanno risposto ai questionari; di questi, il 59%, ha dichiarato di farne uso
- Utilizzo di software server: i Comuni che utilizzano in modo esclusivo FLOSS è molto elevato
- Quali Comuni utilizzano FLOSS? Più grandi sono, maggiori le possibilità che adottino questo tipo di soluzione
- La presenza di un atto formale a favore di FLOSS e la presenza di una persona che abbia un certo potere decisionale sono condizioni necessarie ma non sufficienti per incentivare il livello dei servizi on line
- La maggior parte dei progetti del PiTER prevede l’acquisizione o sviluppo di software (quasi il 70%)
- L’84% dei progettisti che acquisisce e/o sviluppa software ritiene di produrre codice che potrebbe essere proficuamente riutilizzato da altre PA
- Esiste un sostanziale favore per le azioni di supporto all’adozione del FLOSS nelle PA
- I progetti PiTER non hanno previsto azioni che chiariscano nel dettaglio quali componenti del codice siano sottoposti a licenza e quali invece possano essere “licenziati”
- Esperienze e casi d’uso: Regione Emilia-Romagna, Azienda Unità Sanitaria Locale di Reggio Emilia, Agenzia regionale di Protezione civile dell’Emilia-Romagna, ARPA (Agenzia regionale prevenzione e ambiente dell’Emilia-Romagna), Provincia di Forlì-Cesena, Comune di Imola
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2006 Eross PA: questionario e interviste
- Hanno risposto al questionario 90 Comuni: il 26% dell’universo dei Comuni emiliano-romagnoli oggetto dell’osservazione
- Tra i 90 Comuni, il 56% ha esplicitamente dichiarato di fare uso di Floss
- Ancora alta la percentuale di utilizzatori inconsapevoli di Floss
- Chi usa Floss? Soprattutto i Comuni che riconoscono nelle ICT uno strumento di supporto strategico alle attività istituzionali
- Gli ostacoli all’introduzione di Floss nei Comuni sono soprattutto: ridotta flessibilità dei fornitori, bassa interoperatività delle applicazioni, personale e spesa
- Per quanto riguarda i software da scrivania destinati all’utente finale nei comuni della regione si fa ridotto uso di sistemi operativi open source
- Sono pochi i Comuni che hanno internalizzato la gestione del Web server; di questi però la maggior parte utilizza anche software Floss
- Software gestionali: in otto aree funzionali – contabilità, anagrafe, tributi, personale, presenze, protocollo, gestione patrimoniale, gestione delibere – non si usa Floss
- I Comuni che iniziano a sperimentare e poi ad utilizzare Floss nei sistemi client/desktop hanno precedentemente adottato Floss sui server
- Esiste una relazione positiva tra l’intensità di utilizzo di Floss e il livello di interattività dei servizi on line
- Esperienze e testimonianze: Comune di Pecorara (PC), Comune di Modena (MO), Comune di Ozzano dell’Emilia (BO)Comune di Carpi (MO)
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Parole chiave:
FLOSS,
dematerializzazione
