Dall'Emilia Romagna | 2 febbraio 2011

Juice 6, il succo della società dell’informazione targata Emilia-Romagna

Nell’ambito delle attività del Piano telematico, la Regione ha pubblicato una nuova panoramica sullo stato dell’arte dell’innovazione digitale nei propri territori. Tra i dati forniti spicca il contrasto tra una soddisfacente diffusione delle infrastrutture di rete e un uso di Internet da parte di cittadini e imprese ancora non allineato alle medie europee. Chiaroscuri anche per le PA on line: aumentano la trasparenza e la qualità dei siti e servizi on line, ma rimangono notevoli differenze tra gli enti di dimensioni maggiori e le realtà più piccole, così come tra i diversi territori dell’Emilia-Romagna

Juice 6, copertina del volumeIl volume fa riferimento al periodo 2009-20010 e come di consueto dedica molta attenzione alla diffusione della banda larga e alla conseguente riduzione del digital divide nel territorio regionale. Gli ultimi dati certificano che l,’87,8% della popolazione accede a servizi di connessione su rete fissa con banda minima a 2/Mb, ma il dato sale al 96,4%, allineandosi di fatto alla media nazionale, se si considerano anche le cosiddette “zone grigie”, potenzialmente connesse in banda larga ma per le quali non si possono fornire indicazioni precise sull’effettiva qualità del servizio. Infine, se alla copertura in rete fissa si aggiungono i servizi di connettività wireless forniti nei territori non raggiunti dalla rete fissa, la popolazione che vive in comuni in totale digital divide scende a circa 4.500 unità, pari allo 0,1% della popolazione complessiva.

 

Se questa è la fotografia per quanto riguarda le possibilità di accesso alla rete, il reale utilizzo di Internet risulta essere superiore alla media italiana, anche se allo stesso tempo lontano da quelle europee. In Emilia-Romagna gli utenti della rete si attestano infatti al 49%, e il dato sale al 53% se si considera la fascia d’età che corre dai 16 ai 74 anni. Questo significa 4 punti percentuali in più rispetto al risultato nazionale (49%), ma il 14% in meno rispetto a quello dell’Europa a 27 (67%).

 

Significativi progressi si registrano anche sul versante delle PA on line, in particolar modo per quanto riguarda la trasparenza dei siti istituzionali. Se infatti la qualità media di questi canali di comunicazione e servizio on line è cresciuta del 5% dal 2009 al 2010, le performance relative alla divulgazione di dati e informazioni di pubblico interesse sono anche più rosee. Particolarmente attivi in tal senso sono i Comuni, specie quelli di dimensioni maggiori, come dimostra l’89% di siti istituzionali che si sono dotati della sezione “Trasparenza” prescritta dalle linee guida ministeriali. Se questo è il quadro generale, e se i dati su curricula e retribuzioni dei dirigenti (81% e 66%) testimoniano di una tendenza diffusa ad assecondare i principi elementari di apertura e accesso sul web, la pubblicazione di dati relativi alle performance e ai loro criteri di valutazione in appena il 6% dei siti istituzionali evidenzia però un orientamento decisamente meno dinamico verso gli aspetti più avanzati della trasparenza amministrativa.

 

Rimanendo in tema di PA on line, ma passando all’utilizzo dei suoi strumenti, lo studio certifica che circa 760mila emiliano-romagnoli, il 18% della popolazione regionale e il 39% degli utenti Internet, hanno ottenuto informazioni o scaricato moduli dai siti delle amministrazioni locali nel corso dell’ultimo anno. Se non proprio di massa insomma, il canale Internet è divenuto di fatto uno strumento di notevole importanza anche per i rapporti tra le istituzioni e i pubblici finali, e la conferma di questo è scritta nei dati relativi alle imprese. Nel solo 2008 infatti, il 79% di quelle con più di 10 addetti attive nel territorio regionale ha utilizzato i servizi on line delle pubbliche amministrazioni. Il dato è assolutamente in linea con le medie nazionali ed europee, anche se rispetto alla dimensione comunitaria le imprese emiliano-romagnole sono meno propense all’utilizzo del web per rispedire indietro moduli compilati, come dimostra lo scarto tra il 46% riscontrato nel territorio regionale, e il 54% certificato nell’Europa a 27.

 

Tra i focus specifici forniti da Juice6 figurano infine anche gli ambiti della sanità digitale e della cosiddetta infomobilità. Per quanto riguarda il primo tema, la creazione di un sistema sanitario integrato sul territorio regionale viene data per realizzata, come dimostrano il collegamento del 97% dei medici di base e dei pediatri di libera scelta alla rete regionale Sole (Sanità on line), l’estensione dei servizi di pagamento del ticket sanitario e di prenotazione di viste ed esami on line nella maggioranza dei territori provinciali, e l’85% di farmacie abilitate alla prenotazione telematica delle prestazioni sanitarie. “Per questa tipologia di servizi la regione Emilia-Romagna si conferma all’avanguardia rispetto alla media nazionale ed anche a quella delle regioni del nord est”, si legge perciò nel rapporto, che non manca però di indicare nuovi orizzonti e obiettivi. Primo tra tutti, la diffusione del fascicolo sanitario elettronico, al momento attivato per meno dell’1% della popolazione regionale.

 

Passando all’infomobilità, spiccano i dati relativi alla diffusione delle tecnologie per la bigliettazione elettronica, presenti nel 78% dei capoluoghi di provincia, dei sistemi di localizzazione delle flotte (89%), e dei semafori intelligenti che danno la priorità di transito ai mezzi pubblici (56%). Anche in questo caso si tratta di dati molto postivi, e in particolar modo gli ultimi due, spiegano i curatori del rapporto, collocano l’Emilia-Romagna in una posizione di avanguardia assoluta nell’intero panorama nazionale.

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