Imola, sulla nuvola per risparmiare
Il Comune ha annunciato che a partire dal 2012 farà ricorso a software e applicazioni in modalità cloud computing, tagliando in maniera drastica i costi finora sostenuti per l’acquisto delle licenze e la gestione interna dei server
Il passaggio al cloud computing comincerà a partire dal primo gennaio e nelle intenzioni degli amministratori dovrebbero concludersi e andare pienamente a regime nel giro di quattro mesi. Il Comune di Imola si servirà della soluzione Google apps, fruendo in remoto di servizi di posta elettronica, software di produttività che permetteranno anche il lavoro di gruppo sugli stessi documenti, un’agenda integrata, soluzioni per lo streaming video, e ulteriori strumenti per la creazione di siti e pagine web. Nel pacchetto è prevista anche la realizzazione di nuovi servizi ai cittadini, tra cui piattaforme georeferenziate per la raccolta di segnalazioni e canali web da mettere a disposizione delle associazioni del territorio.
Per fruire dei servizi in cloud computing, l’ente spenderà poco più di 30.000 euro all’anno, mentre finora ha dichiarato spese pari a circa 90.000 euro necessarie all’acquisizione delle licenze software (l’80% dei costi totali), e alla manutenzione del sistema informativo interno. Ulteriori risparmi, affermano in Comune, deriveranno dall’abbattimento dei costi di manutenzione dei server.
Dando il via il cambiamento, l’ente ha già organizzato una prima serie di incontri formativi e di orientamento sull’utilizzo delle nuove soluzioni cloud rivolti ai propri dipendenti. Nelle settimane scorse intanto, gli assessori hanno sperimentato alcune funzionalità del sistema predisponendo in remoto il bilancio di previsione per il 2012.
